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14 Dec

Marijuana appesa allo specchietto retrovisore: ‘E’ un arbre magique’

LaRedazione
23 agosto 2013
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La fantasia degli spacciatori di marijuana spesso non ha limiti e le loro trovate per nascondere il piccolo spaccio e giustificare il possesso delle sostanze stupefacenti, non tengono mai conto dei particolari e dell’intuito delle forze dell’ordine.

Tra le scuse più fantasiose e meno probabili che sono state usate per giustificare il possesso di Marijuana, quella di M.G ha battuto molti record. M. G. è un operaio quarantenne residente a Perugia, fermato dai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Camerino. L’episodio è avvenuto nella mattinata del 22 agosto durante dei controlli di routine, nella zona di Muccia, in provincia di Macerata, lungo la strada statale 77.

L’uomo, infatti, aveva appeso un sacchetto di stoffa pieno di foglie di marijuana allo specchietto retrovisore della sua automobile e, una volta fermato dai carabinieri, ha sostenuto che si trattava di un arbre magique , o meglio un sacchetto pot pourri di foglie e fiori secchi, che serviva per deodorare e profumare l’automobile.

E’ stato proprio l’inconfondibile odore della Marijuana che si spandeva nell’automobile, partendo dal sacchetto di pot pourri, che ha tradito lo spacciatore.
Seguendo il profumo che aveva colpito i loro nasi, i carabinieri hanno aperto il sacchettino che pendeva in bella vista dallo specchietto retrovisore e vi hanno trovato 10 grammi di Marijuana, e hanno quindi arrestato l’uomo per spaccio.

Oltre all’arresto per spaccio, per M.G. è scattato anche il ritiro immediato della patente di guida. Sembra infatti che durante i controlli l’uomo sia risultato alla guida di un’automobile mentre era sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.
D’altra parte, il tipo di scusa inventato e il non essersi accorto che l’odore della Marijuana non assomiglia molto a quello del pino silvestre non lascia molti dubbi sul suo stato di coscienza.

Non sappiamo se l’uomo continuerà a sostenere la sua versione, una volta davanti ai giudici e riconquistata la lucidità, ma potrebbe sempre sostenere di essersi drogato inconsapevolmente a causa dell’odore sprigionato dal pot pourri di foglie di marijuana in automobile, di cui lui non sapeva nulla e che aveva scambiato per un deodorante molto originale e dal profumo rilassante.

Non si può sapere se l’avvocato di M.G. riuscirà davvero a sostenere un tale difesa per evitare al suo cliente di pagare le conseguenze dei suoi atti illegali, ma nel caso in cui usasse la scusa dell’effetto drogante del profumo di sostanze stupefacenti, avremmo un’altra scusa che meriterebbe la citazione fra i record delle scuse più inverosimili usate per giustificare il possesso di marijuana.

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