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12 Dec

Non pagare una prostituta è come uno stupro

4 marzo 2010
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Se si sceglie di andare con una prostituta si deve pagare per la prestazione ricevuta altrimenti si può essere condannati per violenza sessuale.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione che ha condannato a 4 anni di reclusione Diego S., un cinquantenne di Sestri Levante denunciato da Laura S., la prostituta alla quale non aveva voluto pagare i momenti di intimità consumati con lei in un albergo.

In questi casi secondo la Cassazione "non sussiste dubbio in ordine alla piena coscienza e consapevolezza del sopruso che il cliente stava consumando in danno della donna" in quanto è come se non ci fosse stato il consenso al rapporto sessuale dal momento che le prestazione erano condizionate al "pagamento del dovuto".

Inoltre dal comportamento di Diego S. è emersa chiaramente la sua "ammissione" di colpa dal momento che aveva chiesto al portiere dell’albergo dove si era consumato l’incontro intimo con Laura S. di distruggere le schede di permanenza nell’hotel al fine "di non lasciare traccia della sua presenza".

Il cliente dovrà risarcire Laura S. con una provvisionale di 2.000 euro e con una ulteriore cifra ancora da stabilirsi.

Diego S. ha ricevuto anche la pena della interdizione perpetua dagli uffici di tutela e curatela e per cinque anni è stato interdetto dai pubblici uffici.

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