Nuovi scenari: resti di un lago su Marte


Sembrerebbe quasi un messaggio futuristico annunciato da una voce distorta dal megafono a udibilità tutta in una città super-tecnologica. O almeno, questo sarebbe lo scenario descritto da uno scrittore di fantascienza.

Sebbene col passare degli anni siamo abituati al pensiero che la fantascienza non sia poi così impossibile nella sua attuazione, ma che preceda effettive realtà.

Ma Marte riserva sorprese: la sonda della Nasa Mars Reconnaissance Orbiter e la precisione della fotocamera Hirse hanno rilevato veli di minerali argillosi che ricoprono i sedimenti lasciati da un lago. Scoperta annunciata dai ricercatori dell’Università dell’Arizona guidati da John Grant, e che potrebbe indicare un luogo ospitale alla vita in particolari condizioni di pressione e temperature.

"Se cercassimo sulla Terra un ambiente dove sono preservate le firme
collegate alla vita, vedremmo qualcosa di molto simile a quello che è
stato osservato su Marte"
ha sottolineato Grant e secondo i calcoli dei ricercatori, il lago marziano conteneva 4000 chilometri cubici d’acqua. Una spedizione robotica preleverà campioni da esaminare dal vivo.

Marte e Luna sono pianeti presi in considerazione dalla Nasa per progetti di futura colonizzazione umana, sia come luoghi d’habitat adatti, sia come fonte di energia alternativa a quella terrestre.
Già nel 1975 la Nasa ha commissionato al pittore Donald.E.Davis dei disegni per un’ipotetica colonia spaziale su Marte.

Robert Zubrin, presidente della Mars Society, ha lanciato lo slogan "Mars direct" che sintetizza il suo progetto per il lancio di un primo veivolo su Marte nel gennaio del 2014 direttamente dalla Terra senza passare per la Stazione Spaziale Internazionale sulla Luna. L’ingegnere Zubrin è convinto il piano per colonizzare Marte è realizzabile a breve termine con una nozione di "nuova frontiera" per una futura popolazione umana marziana.

Intanto Gerda Horneck del German Aereospace Center DLR, ha provato a riprodurre in laboratorio le condizioni alle quali potrebbero essere sottoposti microorganismi nel caso d’impatto, con dei materiali simili alle rocce vulcaniche di Marte ( il gabbro), il risultato ha visto una parte dei microorganismi sopravvivere a tali condizioni ambientali. L’ipotesi successiva è stata quella di uno scambio di microorganismi fra Terra e Marte tramite l’impatto di meteoriti.

Gli alieni siamo noi? Sembra che la minaccia esterna di feroci extraterrestri interessati a schiavizzare gli umani e la Terra, sia sostituita dalla paura per un futuro catastrofico del tutto interno alle questioni terrestri. Nemmeno un anno fa il governo americano ha creato l’ "Organizzazione Sigma" assoldando fra le proprie leve cinque scrittori "fantasy" incaricati di immaginare delle possibili catastrofi di natura artificiale o naturale.

Che la forza sia con noi.