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12 Dec

Ravvedimento operoso, cos’è e come funziona

19 novembre 2010
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Uno degli strumenti a disposizione di chi paga le tasse in Italia è il ravvedimento operoso che consente di regolarizzare errori o mancanze nel calcolo delle imposte.

Lo scopo del ravvedimento operoso è evitare che la Pubblica Amministrazione inizi degli accertamenti fiscali troppo dispendiosi e allo stesso modo che il singolo cittadino debba pagare per ritardi di lieve entità.

Il ravvedimento operoso si può richiedere sulle imposte dirette (Irpef, Irpeg, Irap), su quelle indirette (Iva) e sui tributi locali (Ici) e l’ammontare della sanzione varia in relazione a quanto tempo dopo si regolarizza il pagamento o l’omessa segnalazione; è possibile utilizzare il ravvedimento operoso per sistemare questioni relative all’imposta di registro, all’imposta sulla vidimazione libri sociali e all’imposta ipotecaria e catastale.

Questo istituto consente di regolarizzare pagamenti omessi o insufficienti, errori formali e sostanziali o situazioni in cui ci si è dimenticati di presentare dichiarazione fiscale o variazione della stessa.

Non si può invece usufruire del ravvedimento operoso se la violazione è già stata verificata dall’Amministrazione, sono già iniziate verifiche sul caso o sono state iniziate verifiche su altre attività legate al soggetto che vorrebbe beneficiare del ravvedimento.

Con la Finanziaria 2011 è stato variato l’importo da pagare per avere accesso al ravvedimento operoso; è possibile calcolare il ravvedimento operoso online a questo indirizzo tenendo presente le eventuali differenze dovute alle nuove normative.

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