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12 Dec

Scontrino choc per dei succhi di frutta, si infuria anche Briatore

LaRedazione
26 agosto 2013
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C’è crisi. E quando c’è crisi, qualcuno se ne approfitta. In questi ultimi tempi stiamo assistendo alle dichiarazioni di turisti e non, su scontrini che documentano inequivocabilmente i prezzi pazzi che alcuni ristoratori stanno imponendo ai loro prodotti. Dopo il caso dei quattro turisti romani che a Venezia hanno speso cento euro per quattro caffè e due aperitivi, e il caso della bottiglia d’acqua di nove euro comprata a Positano, ora anche vip e personaggi che di certo non hanno problemi economici, si scagliano contro i commercianti. A tuonare contro questi costi eccessivi è l’imprenditore per eccellenza, un uomo che si è fatto da solo, il buon vecchio Flavio che denuncia dalla sua Sardegna (sua nel senso che non l’ha ancora comprata, ma è un’isola che ormai lo vede come cittadino quasi onorario) questa preoccupante situazione. Proprio in Costa Smeralda e nel noto bar Phi Beach, sei turisti hanno pagato centoventi euro per quattro succhi di frutta e due bicchieri di vino.

Una cifra folle, spropositata, perché pensiamo che neanche l’elisir dell’eterna giovinezza costi così tanto. Ecco le parole di Briatore a commentare l’ormai famoso scontrino: “Rivenditori che propongono questi prezzi andrebbero multati. E’ una vera vergogna“, tuona il marito della bella Gregoracci. Una situazione che, secondo l’imprenditore, non gioverebbe di certo all’economia dell’isola che si basa da anni sul turismo. Da lui un aperitivo costa soltanto quindici euro, quindi se siete di passaggio in Sardegna e volete bere qualcosa andate nel “Billionaire” che ormai, paradosso dei paradossi, sembra essere diventato il locale per quelli meno facoltosi!

In Costa Smeralda puoi pagare quattro sdraio a bordo piscina seicento euro” continua Briatore, sfogando tutta la sua rabbia. Ironia a parte pensiamo che questi prezzi oltre che eccessivi siano anche veramente ridicoli e che perfino i cosiddetti vip, gli imprenditori e i magnati del petrolio dovrebbero protestare. In fondo (e diciamocelo) noi in Costa Esmeralda di certo non possiamo andarci, e chi fa fatica ad arrivare a fine mese ha ben altri problemi che pensare ai costi eccessivi che i locali della Sardegna, ma anche di altre parti d’Italia, stanno elargendo ai turisti. Però non è belloo approfittare di chi vuole trascorrere qualche giorno di vacanza, non è giusto ed è un vero schiaffo alla miseria, far pagare un succo di frutta quaranta euro!

E ci sentiamo in sintonia con Flavio Briatore perché questa non è una buona politica, e ci chiediamo se davvero il governo non possa fare nulla per arginare almeno questo fenomeno, perché se l’Italia vuole vivere di turismo deve senz’altro aggiustarsi con i prezzi!

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