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18 Dec

Terremoto a Roma 11 maggio 2011: come e perchè si diffonde la paura

dgmag - 10 maggio 2011
10 maggio 2011
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Cresce la paura e la fobia per il terremoto che dovrebbe colpire Roma domani, 11 maggio 2001, stando a quella che è stata definita la teoria di Raffaele Bendandi, mai confermata e anzi smentita dalla comunità scientifica.

Bendandi come abbiamo avuto modo di raccontare qui aveva formularto nel 1920 una vera e propria teoria relativa ai terremoti che venne criticata dalla comunità scientifica nonostante le sue previsioni in alcuni casi si verificarono; quella che è stata chiamata "previsione" del terremoto di Roma non è altro che una bufala che non trova riscontri nei documenti lasciati dal Bendandi.

Nelle carte lasciate dal faentino non compare mai la data di domani e non si parla mai di Roma e gli esperti assicurano che Bendandi, morto nel 1979, non faceva previsioni con così tanto anticipo; a ciò si aggiunga il fatto, dicono per esempio dall’INGV, che proprio per la data di domani in tutta Italia sono previsti circa 30 terremoti e che se davvero a Roma succederà qualcosa non sarà certo stato previsto con così largo anticipo.

Tra l’altro anche il sismologo Giampaolo Giuliani ha già smentito la veridicità della previsione in un’intervista che riportiamo di seguito.

Anche perchè la città ha vissuto l’esperienza del terremoto il 12 maggio 2009 con epicentro localizzato nel cuore della città, fra il Vaticano e il quartiere Prati, e magnitudine pari a 2,1 dimostrando come l’area sia sensibile alle scosse.

Ma la psicosi cresce ed è però alimentata dalla Rete e da Facebook dove sono nati dei gruppi appositi che si dividono tra superstiziosi, paurosi e ironici; si va dalla pagina "Abbracciamoci tutti a Villa Carpegna" a "Terremoto o meno, io per sicurezza vado via da Roma" passando per "11 maggio terremoto a Roma? Ma vaff…" e per "L’11 maggio sarò a Roma ad aspettare il terremoto".

Ma perchè cresce la paura e la fobia diventa ossessione? Il motivo per cui cresce la paura è legato alla sensazione di precarietà in cui si vive e che porta a dare credito alle notizie non tanto considerandone la loro veridicità quanto più prendendo in considerazione il loro livello di diffusione; il ricorso alle tecnologie spinge ad enfatizzare e a ricordare ciò che emoziona e ciò che emoziona a livello negativo, perchè evoca situazioni di pericolo o potenziale "perdita", diventa ancora più importante e acquista sempre maggiore forza nonostante venga smentito.

Ovviamente non riuscendo a capire a cosa e a cosa non dare credito per via della manipolazione delle notizie che avviene giornalmente sui mezzi di comunicazione ci si affida all’istinto e si entra in panico.
 

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