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12 Dec

Truffa benzina: il 14% dei distributori è irregolare

LaRedazione
14 agosto 2013
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E’ scattato nei primi giorni di agosto un controllo a tappeto da parte della Guardia di Finanza per quanto riguarda i distributori di carburante, e l’esito non è certo tranquillizzante per gli automobilisti italiani, in quanto il 14% dei distributori è risultato fuorilegge. Il controllo ha coinvolto 1216 punti vendita carburante, dislocati in tutta Italia ed ha portato alla denuncia da parte degli uomini della Guardia di Finanza per undici gestori, ed al sequestro di 59 colonnine di distribuzione.

I numeri del controllo sono stati resi noti in un comunicato stilato dalla Guardia di Finanza, nel quale sono state specificate anche le irregolarità riscontrate, che comprendoni sia inadempimenti contabili ed amministrativi da parte dei gestori, ma anche reati più gravi come l’aggiunta di acqua nei carburanti e la manomissione dei contalitri, che consentiva in alcuni casi di vendere i carburanti in nero, evitando così di versare le imposte relative, ed in altri casi di erogare un quantitativo minore dall’8%, fino al 10% rispetto a quello indicato nel display della pompa. Naturalmente in tutti questi casi sono scattate le denunce a carico dei gestori ed il sequestro delle colonnine risultate irregolari. Il comunicato della Guardia di Finanza ha subito fatto scattare le reazioni delle varie associazioni di tutela dei consumatori, che sono tornati a chiedere con forza che lo stato revochi la licenza di distribuzione dei carburanti a chi effettua la frode.

In provincia di Napoli si erano verificati molti casi di automobilisti che avevano riscontrato guasti al motore, subito dopo aver effettuato il rifornimento. L’intervento degli uomini della Guardia di Finanza di Casalnuovo è stato immediato; dopo aver proceduto al prelievo di alcuni campioni dalle cisterne dei distributori della zona segnalata, hanno individuato il responsabile grazie ai risultati delle analisi che hanno segnalato la presenza nel gasolio contenuto in due cisterne, di una percentuale di acqua pari al 15%.

L’impianto di distribuzione, che disponeva di 12 colonnine ed era alimentato da due cisterne, è stato sequestrato. Un altro impianto, sempre nelle vicinanze di Napoli, aveva invece alterato le schede dei contalitri, permettendo al gestore la vendita in nero di almeno 1.200.000 litri di carburante, sottraendo così allo stato l’incasso delle le relative imposte trattenute dal gestore. Erogazione di una minore quantità di prodotto rispetto a quanto segnalato dal display della colonnina è stato rilevato sia in due impianti di Palermo, che in uno di Reggio Emilia. Tutti i gestori sono stati denunciati. Per quanto riguarda le irregolarità amministrative sono state emesse sanzioni nei confronti di 68 gestori, 61 dei quali responsabili di violazione della regolamentazione dei prezzi esposti, in quanto non corrispondenti a quelli indicati dai display delle colonnine, mentre per gli altri 7 si tratta di rimozione dei sigilli degli impianti.

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