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La classifica 2012 delle università migliori al mondo secondo il NY Times

8 giugno 2012
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Mentre in Italia si affronta l'esame di maturità ormai alle porte, il New York Times in vista dell'estate ha diramato la sua personale classifica relativa alle migliori università del mondo tributando un ruolo speciale proprio alle università americane.

Al primo posto della classifica figura infatti il California Insititute of Technology seguito dalle famose Università di Harvard e Stanford: dietro di loro solo atenei Usa e tre atenei inglesi, Oxford, Cambridge e London.

Niente da fare per l'Università italiana che continua a perdere posizioni agli occhi degli stranieri tanto che secondo il NY Times il primo ateneo italiano ad occupare un posto in classifica, il 226esimo, è quello di Bologna.

Scorrendo la classifica troviamo poi Milano e Milano Bicocca al 238esimo e 239esimo posto seguiti da Ferrara, Modena e Pisa che rientrano ancora nei 200; pessima posizione della Sapienza di Roma che è collocata al 335esimo posto in classifica come primo ateneo del centro-sud.

E proprio al Sud, secondo l'autorevole quotidiano americano, si trovano le università peggiori di tutta Italia con l'Università del Salento considerata la peggiore del nostro Paese.

Rispetto allo scorso anno le cose non sono cambiate molto da 3 anni a questa parte: altre ricerche e classifiche avevano evidendiato un ruolo sempre più marginale del sistema universitario italiano nel mondo attribuendo un certo valore solo all'ateneo di Bologna che sembra resistere agli scossoni nonostante la sua posizione nella classifica mondiale non sia certo esaltante.

Non fanno meglio le altre nazioni del Sud Europa come la Spagna e il Portogallo mentre continuano ad eccellere, seppur dopo gli Usa, sistemi universitari di Germania, Belgio e Svizzera soprattutto per quel che riguarda le materie scietifiche e tecnologiche.

I parametri considerati per stilare la classifica sono la qualità delle strutture e il livello degli insegnanti e degli insegnamenti oltre all'esperienza che i singoli atenei riescono a garantire agli studenti; non viene menzionata la questione economica che negli Usa è una delle discriminanti maggiori per l'accesso o meno ad una determinata università.
 

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