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Viaggio di sola andata per Marte: è boom di domande, anche 35 italiani tra i candidati

LaRedazione - 5 settembre 2013
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5 settembre 2013
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Viaggio di sola andata per Marte: è boom di domande, anche trentacinque italiani tra i candidati. Il progetto denominato ‘Mars One‘ sta facendo discutere il mondo intero ormai da diverse settimane, soprattutto per quella che è la natura temeraria del viaggio. Mandare quaranta astronauti in esplorazione sul Pianeta Rosso, infatti, è un obiettivo ambizioso, probabilmente difficile da raggiungere nei dieci anni previsti (la spedizione è ufficialmente fissata per il 2023) e sicuramente ricca di rischi ed incognite, ma in sé per sé rappresenterebbe solo la ripresa di un programma spaziale che, dal momento dello sbarco sulla luna e fino alla metà degli anni ottanta, sembrava una priorità per la comunità scientifica di tutto il mondo, e che invece poi è stato messo progressivamente da parte.

Quello che lascia perplessi è che la missione ‘Mars One’ prevederà un viaggio di sola andata per i ‘quaranta fortunati’ che ne faranno parte e raggiungeranno il suolo di Marte. Voglia d’avventura o suicidio consapevole? Gli organizzatori della spedizione, il fisico Arno Wielders e l’ingegnere meccanico Bas Lansdorp, hanno specificato come il non prevedere un viaggio di ritorno rappresenti in realtà la vera e propria chiave della fattibilità del progetto, visto che permetterebbe di bypassare tutta una serie di problematiche che probabilmente, se affrontate, farebbero naufragare la spedizione. Che ne sarà dunque dei quaranta temerari che arriveranno su Marte? Ci sarà qualcuno disposto sulla cara a sacrificarsi per il bene della scienza e il sogno della conquista dello spazio? La risposta a questo quesito è assolutamente sconvolgente e a tratti sorprendente, visto che finora il progetto ‘Mars One’ ha fatto registrare ben centosettantamila adesioni volontarie.

Un’enormità per un viaggio affascinante, ma per il quale potrebbe non esserci ritorno. Il che potrebbe non rappresentare un problema per veterani dello spazio che hanno offero la loro adesione come Buzz Aldrin e Valentina Tereskova, che al momento del viaggio avranno rispettivamente novantatré e ottantasette anni, e magari vorrebbero chiudere col ‘botto’ la loro esistenza. Ma tra i volontari ci sono anche tanti giovani, e soprattutto trentacinque italiani che hanno dato le spiegazioni più varie alla loro voglia di sfidare l’ignoto. Si va dalla voglia di avventura di Carlo, che a cinquantasette anni sogna di vivere un’esperienza senza precedenti, motivazione condivisa anche dal trentacinquenne Paolo, fino a Marlon, venticinque anni ed una vita da sviluppatore web, che vorrebbe fornire un contributo tangibile a qualcosa che cambierà il modo di pensare nel mondo intero. Fino a Silvia, che vuole scappare dalla vegetazione della Terra e dalle sue innumerevoli allergie, verso un nuovo mondo, ed uno spazio nel quale si possa ricominciare da capo.

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