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Volgarometro, ecco gli insulti più odiati dagli italiani

LaRedazione
20 maggio 2009
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Il 6 aprile scorso, Pietro Tartamella, caporedattore di Focus e autore di Parolacce. Perché le diciamo, che cosa significano, quali effetti hanno, ha indetto un sondaggio online per capire quale peso hanno le parolacce oggi.

Sono stati 2615 i partecipanti, ovviamente tutti anonimi, e il risultato è un perfetto Volgarometro, specchio di una società che, a quanto pare, considera le parole frocio e handicappato come insulti veri e propri. Ma vediamo bene quali sono i punti salienti del sondaggio trattati da Tartamella nel suo blog.

Mafioso e stronzo superano le suddette frocio e handicappato (nonostante le molte lotte contro le discriminazioni, aggiunge giustamente Tartamella), aggiudicandosi il top della classifica delle parolaccce italiane, mentre cornuto viene soltanto dopo magnaccia, impotente, trans, travestito. Nazista e terrorista.

Il solito vaffanculo è stato superato da Ti venisse un cancro,  a dir poco crudele.

Ed ecco le sette tendenze individuate da Tartamella: la prima è quella che mostra una forte omofobia e un pesante maschilismo, dimostrati dall’importanza data alle parole culattone e zoccola; la seconda riguarda le maledizioni, ritenute più offensive di parole come ignorante e rincoglionito.

La terza riguarda le bestemmie, che hanno vinto un bel primo posto nonostante 1/3 dei partecipanti si sia dichiarato ateo; la quarta è quella che dimostra che i fattori che influenzano la percezione delle parolacce sono l’istruzione, l’età e l’abitudini.

La quinta riguarda le donne over 50 del sud, decisamente più sensibili al turpiloquio; la sesta dimostra che l’abitudine alle parolacce è aumentata mentre la settima e ultima dimostra che i navigatori non si immedesimano negli immigrati e non capiscono il loro dramma.

Il Volgarometro può tornare utile a lingusti, traduttori ed educatori, ma è soprattutto un importante studio sociologico che ha dato dei risultati rilevanti per la comprensione della mentalità (forse ancora un po’ ristretta) degli italiani.

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