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13 Dec

Decreto flussi: le analisi del 2013 e le novità per il 2014

LaRedazione
22 dicembre 2013
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nuovo decreto flussi

Il nuovo “Decreto flussi ” che si applicherà per gli ingressi nel nostro paese di lavoratori “stagionali” stranieri presenta una sostanziale novità rispetto a quello del 2013, riguardo al numero degli accessi che saranno consentiti, che sarà pari ad un terzo del numero dei lavoratori autorizzati nel corso del 2013.

Secondo fonti del ministero del Lavoro, questo è dovuto sia al fatto che le richieste sono diminuite, ed anche al fatto che in Italia si trovano già molte persone, sia italiane che di nazionalità straniera in cerca di occupazione, anche stagionale come quelle offerte dai ristoranti, dagli alberghi ed anche dagli agricoltori che effettuano coltivazioni stagionali.

La Coldiretti, dal canto suo fa sapere che le autorizzazioni di cui si parla, saranno solo una “prima tranche “. L’analisi della ” domanda ” è stata effettuata da parte degli esperti del ministero del Lavoro, che si stanno impegnando per riuscire a pubblicarlo come testo definitivo entro la fine dell’anno. Il decreto per il prossimo anno prende spunto anche dai dati relativi al 2013 che sono stati resi noti in questi giorni e che fotografano la realtà dell’applicazione del decreto stesso.

Rispetto alla cifra autorizzata per il 2013, 30000 unità, le domande ricevute sono state in numero maggiore, arrivando a toccare la cifra di 37mila, ma dopo l’esame delle richieste, ne sono state approvate un numero inferiore a 9 mila e di queste solo 5mila sono poi confluite in un “permesso di soggiorno”.

Anche se alcune pratiche, in numero minimo, sono ancora pendenti, la “Direzione generale dell’immigrazione” teme pertanto che la presentazione delle domande sia in realtà un ” escamotage ” che copre altri fini, e non necessariamente quello di trovare lavoro in Italia. Da questi dati e da un calo reale della domanda, dovuto essenzialmente alla crisi economica, è nata la decisione di un decreto che fissa in 10mila i possibili ingressi.

Il decreto è stato concordato con le “associazioni di categoria“, ma Romano Magrini, della Coldiretti, ribadisce che per la sua organizzazione questa è solo una ” prima tranche ” volta a soddisfare le prime e più immediate esigenze dei produttori agricoli. La stessa Coldiretti ha chiesto che al momento dell’analisi delle domande siano privilegiate le aziende che anche negli anni scorsi hanno fatto uso della manodopera straniera.

Per quanto riguarda i disoccupati italiani, Magrini, pur riconoscendone l’alto numero, si è detto abbastanza scettico sulla possibilità di trovarne un consistente numero disponibile a lavorare in agricoltura. Anche per quest’anno le domande per poter accedere agli ingressi dovranno essere presentate “on-line”. Al ministero hanno inoltre sottolineato come le domande “fasulle” abbiano contribuito a ritardare il lavoro degli uffici “esaminatori” causando così un danno anche ai lavoratori “onesti”.

 

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