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17 Dec

Della Valle scrive a Napolitano a difesa della libertà di stampa

Emanuele Calderone - 9 luglio 2013
Emanuele Calderone
9 luglio 2013
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Presidente Napolitano, abbiamo bisogno di sentire la Sua voce, una voce forte, al di sopra delle parti e della massima autorevolezza. E’ in pericolo la libertà di opinione di un pezzo importante della stampa italiana. Anche io, e credo molti italiani, abbiamo bisogno di conoscere il Suo pensiero. Sarebbe necessario che noi tutti, il gruppo che io rappresento, la Fiat, Intesa e Mediobanca, invece di rafforzare le nostre posizioni, facciamo un passo indietro e lasciamo completamente l’azionariato di Rcs liberandolo così da tutte le vecchie polemiche e da tutte le dietrologie di ogni tipo. Vedere in questa occasione il totale silenzio della politica vecchia e nuova è un fatto inspiegabile e molto preoccupante per la democrazia e mi ha convinto, ancora di più, a rivolgermi a Lei e all’autorevolezza che la Sua persona e il Suo ruolo rappresentano”.

Con queste parole, Diego Della Valle sceglie di parlare al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, riguardo all’annosa battaglia circa il controllo di uno dei più importanti quotidiani nazionali: Il Corriere della Sera.

Il Presidente Napolitano, da sempre in buoni rapporti con l’uomo d’affari toscano, non ha fatto attendere la sua risposta, ribattendo: “Ho letto l’appello del dottor Diego Della Valle pubblicato stamattina sulla stampa, e ne ho colto l’intento dichiarato di operare nell’interesse generale di una libera e corretta evoluzione del mondo della stampa e dell’informazione”. Napolitano chiude, però, in modo abbastanza inatteso il suo discorso, affermando: “Naturalmente non spetta a me alcun commento su questioni e proposte rimesse alla libera determinazione di soggetti economici e imprenditoriali e al giudizio del mercato”.

In tutto ciò un solo nome s’è fatto da parte, ossia quello dell’amministratore delegato della Fiat Automobili Sergio Marchionne, in disaccordo con Della Valle.

In un momento tanto delicato per il nostro Paese, non sarebbe forse il caso di lasciare da parte delle stupide logiche di mercato e preoccuparsi invece di tutelare delle conquiste tanto importanti come la libertà d’opinione e di stampa?

[foto:150681.it]

Emanuele Calderone

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