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13 Dec

Dolce&Gabbana vs. Comune di Milano, ultimo atto: ‘Chiudiamo!’

LaRedazione
24 luglio 2013
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La vicenda è nota alle cronache ma è bene ricordarne i punti salienti: il marchio Dolce&Gabbana avrebbe evaso il fisco e, secondo il comune di Milano, i due proprietari dovrebbero pagare una multa di quattrocento milioni di euro. L’uso del condizionale è d’obbligo, poiché è ancora in corso un procedimento legale che ha visto, un’accusa e una difesa, destreggiarsi e buttare acqua al proprio mulino.

Intanto negli ultimi giorni le parole e le accuse cominciano ad assumere tinte aspre. Stefano Gabbana scrive sul suo profilo Facebook che il comune di Milano fa schifo, ma è il suo amico e collega Domenico Dolce a stemperare i toni dicendo “che ognuno ha il proprio temperamento”. Il sindaco Pisapia cerca di calmare gli animi e di trovare una soluzione che soddisfi tutti.

I due stilisti di tante star nostrane (pensiamo alla conduttrice televisiva Simona Ventura) si dichiarano estranei ai fatti e dicono di vivere in Italia pagando regolarmente le tasse. Dopo una condanna in primo grado per omessa dichiarazione dei redditi sono stati prosciolti da quest’accusa perché il fatto non sussiste. Secondo l’assessore D’Alfonso sono degli evasori e devono pagare la multa. Una dichiarazione che ha suscitato indignazione da parte dei due stilisti che, per protesta, hanno chiuso i loro negozi tre giorni, assicurando però che i loro dipendenti siano regolarmente pagati.

Il nostro paese ha visto spesso tanti personaggi noti, e che guadagnano milioni di euro, evadere le tasse. Una situazione che definirla vergognosa è dir poco, eppure Dolce&Gabbana si dichiarano estranei ai fatti. Ci tornano alla mente casi come quello di Pavarotti o, più recentemente, di Valentino Rossi. Quello che ci sembra necessario ricordare è che gli evasori fiscali vanno perseguiti tramite le leggi e soprattutto quelli che guadagnano tanto, per esempio i padroni di barche non dichiarate al fisco, devono sottostare alle regole. E proprio a proposito di barche e affini, i due stilisti fanno sapere che le loro imbarcazioni sono ormeggiate in Italia e battono bandiera italiana. Intanto, se la multa sarà confermata, loro chiuderanno definitivamente.

Naturalmente non fa piacere sapere che un’azienda italiana come la loro che dà lavoro a centinaia di persone in Italia, possa chiudere i battenti ma, d’altro canto, è necessario fare luce sulla vicenda. I quattrocento milioni di euro sono una multa molto salata ma, se le accuse di evasione saranno provate, allora ci chiediamo come i due si presenteranno davanti alle telecamere: per i vestiti non avranno problemi ma, per quanto riguarda la faccia, dovranno trovarsi davvero un buon truccatore.

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