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11 Dec

Eric Schmidt al Big Tent di Roma: ‘Google vuole investire in Italia, ma…’

LaRedazione
9 ottobre 2013
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Direttamente dal palco del più importante evento internazionale romano, il “Big Tent Made in Italy: la sfida digitale” (evento organizzato tra l’altro da Google), Eric Schmidt ha inequivocabilmente aperto ad una partnership in Italia, sottolineando tuttavia che esistono vari problemi che impediscono l’afflusso del capitale americano di cui ha tanto bisogno un mercato in difficoltà come quello italiano.

Tra questi problemi, spicca sicuramente la ormai nota arretratezza italiana nelle tecnologie di comunicazione via Internet (la banda larga, tanto per capirci). Schmidt sostiene di sapere come riportare le eccellenze italiane al posto che si meritano, ed articola il suo progetto in tre punti cardine: valorizzare maggiormente all’estero le eccellenze della propria terra, completare la copertura della banda larga su tutto il territorio nazionale e mettere i giovani al centro di un programma di inserimento mirato nel mondo del lavoro, sfruttando la loro voglia di mettersi all’opera e la conoscenza in campo tecnologico.

Schmidt sostiene inoltre che sarebbe errato tentare di risollevare l’economia italiana trapiantando il sistema americano di una ‘Silicon Valley’, perché snaturerebbe l’economia di una nazione diversa dagli Stati Uniti.

La sua idea, invece, è quella di favorire il legame che si può instaurare tra le piccole e medie imprese che caratterizzano e valorizzano il marchio ‘Italia’ e la Rete. Secondo alcune stime, benché il guadagno generato attraverso Internet influisca sul PIL italiano molto meno rispetto ad altre nazioni europee o del G20, per ogni euro di guadagno, 15 centesimi vengono ricavati da vendite attraverso la rete.

Il margine è notevolmente migliorabile secondo Schmidt, che ha l’intenzione di essere partner principale di un progetto volto a rilanciare l’export italiano nel mondo, e di poter ricavare una bella fetta dalla torta di guadagni generati con un potenziamento della banda larga in Italia.

Inoltre, un altro punto di forza a favore di un eventuale investimento nel mercato italiano da parte di ‘Big G’ è la disoccupazione giovanile, che è oramai arrivata a sfiorare il 40%. Proprio i più giovani, infatti, sono l’esempio vivente dell’integrazione tra Internet e vita quotidiana. Alla generazione di ‘nativi digitali’ e a quella immediatamente precedente spetta infatti il compito di riportare l’economia italiana ai livelli pre-crisi.

Un esempio pratico delle teorie di Schmidt? La collaborazione avviata tra il Ministero dello Sviluppo Economico italiano e Google chiamato “Distretti sul Web” affidando a 20 giovani italiani borse di studio assegnate da ‘Big G’ e il compito di avvicinare le piccole e medie imprese a Internet.

 

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