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Francia: sindaco socialista toglie acqua ai Rom

LaRedazione
30 luglio 2013
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Scalpore in Francia per la decisione di un sindaco socialista di togliere l’acqua ai Rom. L’episodio è avvenuto nella cittadina di Wissous, ed il nome del primo cittadino che ha preso questa controversa decisione è Régis Roy – Chevalier. A subire le conseguenze dell’ira del sindaco sono stati circa centocinquanta nomadi di un campo nelle vicinanze di Wissous, sempre nella regione dell’Essonne nella quale si trova la città.

Per facilitare lo sgombero del campo nomadi, che era già stato richiesto in precedenza ed intimato con alcune ordinanze municipali, il sindaco stavolta è andato per le spicce ed ha deciso di tagliare l’acqua, impedendo così l’accesso al bene più fondamentale ai Rom che hanno visto di fatto diventare inservibile l’area nella quale avevano fatto sorgere il loro campo. Un caso che in terra transalpina ha fatto scalpore per due ragioni: innanzitutto perché una decisione così drastica è stata attuata da un sindaco socialista, ovvero da un rappresentante della sinistra francese, che solitamente ha atteggiamenti più orientati alla tolleranza verso le minoranze etniche.

In secondo luogo, il taglio dell’acqua del sindaco Roy – Chevalier arriva in un momento in cui in Francia si stanno moltiplicando le manifestazioni e le esternazioni di intolleranza nei confronti dei nomadi. Appena sette giorni fa era toccato ad un esponente del centro, sindaco a sua volta della cittadina di Cholet, fare scandalo dopo aver dichiarato testualmente che Hitler ai tempi del nazismo aveva ucciso un numero insufficiente di nomadi. Dall’esortazione al genocidio al taglio di un’utenza municipale, per quanto indispensabile, che comunque non veniva pagata da chi ne usufruiva ce ne passa, certo che la prova di forza del sindaco di Wissous ha fatto discutere, anche perché per i Rom del campo ora la prima fonte di acqua utilizzabile è lontana un chilometro, con tutte le difficoltà denunciate dagli occupanti per cucinare, lavarsi ed anche per bere.

D’altra parte i residenti avevano rivolto al sindaco diverse lamentele in proposito, denunciando come l’acqua venisse letteralmente sprecata dagli occupanti del campo nomadi, il che finiva per creare anti – igieniche pozze di fango, ed una sensazione di degrado ed abbandono generale che andava a danneggiare anche gli abitanti delle zone limitrofe al campo Rom, senza considerare che il sindaco aveva sottolineato come lo spreco d’acqua da parte dei nomadi avesse reso di fatto inservibili le colonnine anti – incendio. Vedremo quale sarà l’epilogo della vicenda, con molte voci critiche che stanno sottolineando come la mossa del sindaco sia stata compiuta solo a fini elettorali, per allargare i propri consensi.

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