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11 Dec

Geologia, scoperto il vulcano più grande del mondo

LaRedazione
6 settembre 2013
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Geologia, scoperto il vulcano più grande del mondo: una rivoluzione che scalza dalla prima posizione quello che era considerato fino a questo momento il gigante di lava per eccellenza, il vulcano Mauna Loa nelle isole Hawaii, che misura ben cinquemilacentottanta chilometri quadrati. Un colosso ribollente che ora però è costretto a cedere il passo ad una nuova, spaventosa e bellissima meraviglia della natura, rappresentata dal vulcano Tamu, sepolto nelle profondità degli abissi dell’Oceano Pacifico, a circa milleseicento chilometri dalle coste del Giappone. Il vulcano Tamu occupa una superficie addirittura di trecentodiecimila chilometri quadrati, e gli esperti ritengono che la sua formazione risalga addirittura a centoquarantacinque milioni di anni fa.

Un dato impressionante, considerando che tale estensione equivale più o meno a quella dell’intera Italia. La notizia è stata pubblicata dal ricercatore William Sager, che da oltre un ventennio lavora presso l’Università del Texas alla ricerca delle superfici marine, per scoprire l’esistenza di giganti come Tamu. Che grazie all’invio di una nave di ricerca e ad alcuni mirati carotaggi, è riuscito a stabilire come Tamu possa essere considerato un vulcano a tutti gli effetti, e non solo una concentrazione di punti eruttivi, come si era potuto pensare dalle precedenti esplorazioni. Lo stesso Sager, una volta certificata la validità della sua scoperta, che avverrà tramite una pubblicazione all’interno della prestigiosa rivista ‘Nature Geosciene’, ha sottolineato come non è da escludere che sulla superficie terrestre degli abissi marini, possano anche esserci vulcani di estensione maggiore rispetto a Tamu, anche se al momento la superficie bassa e piatta del gigante sommerso nel Pacifico sembra rappresentae un particolare unico, capace di garantire un’estensione senza precedenti a quello che può essere considerato un unico blocco vulcanico.

Per scoprire formazioni di questo tipo ancor più grandi, bisogna spostarsi addirittura su Marte, dove le sonde inviate hanno scoperto l’esistenza dell’Olympus Mons, una formazione vulcanica che secondo le rilevazioni misura un’estensione del venticinque per cento più ampia rispetto a Tamu. La cui scoperta rappresenta comunque un passo avanti estremamente importante sul fronte della biologia, considerando la provata possibilità che possano esistere giganti di questo tipo nelle profondità degli abissi marini, e soprattutto pensando a come studiarne il funzionamento. Tamu si è spento oltre centotrenta milioni di anni fa, ma la sua posizione suggerisce che il suo magma provenisse direttamente dal mantello della crosta terrestre, particolare questo di estrema improtanza per gli studi geologici moderni per comprendere i segreti delle profondità del pianeta.

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