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16 Dec

Grecia, 25mila licenziamenti nel settore pubblico

LaRedazione - 18 luglio 2013
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18 luglio 2013
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Altri venticinquemila licenziamenti in Grecia nel settore pubblico: la crisi economica continua a stringere la sua morsa su tutta l’Europa, ma in particolar modo sul paese ellenico che continua ad essere messo in ginocchio dal precipitare delle condizioni dell’economia, e soprattutto dalle nuove misure d’austerità imposte dall’Europa, per cercare di riequilibrare i conti e scongiurare l’uscita della nazione dall’Euro. Le notizie che arrivano da mesi dalla Grecia sono allarmanti, ma nonostante le feroci proteste di piazza e le condizioni di vita sempre più difficili per la popolazione, il Governo Samaras non è mai uscito dal binario d’austerità ritenuto necessario per evitare la catastrofe economica. Anzi, tali misure sono state addirittura inasprite negli ultimi tempi, passando per provvedimenti che hanno anche suscitato clamore, come quello dell’oscuramento della televisione pubblica, la Rai greca, in attesa di una privatizzazione della struttura. Ora, a tenere banco come detto all’inizio è la nuova ondata di licenziamenti che riguarderanno di nuovo in maniera particolare il settore dell’amministrazione pubblica. Saranno ben venticinquemila i posti tagliati, e a nulla sono valse le nuove proteste e soprattutto la tiratissima votazione in Parlamento, con il provvedimento che è stato approvato con centocinquantatre voti su trecento, ovvero a risicatissima maggioranza.

In una nazione in cui la disoccupazione ha già toccato picchi da record, questa decisione rischia di essere il colpo fatale a tutte le speranze di ripresa, anche se va sottolineato come si tratti di una misura necessaria per sbloccare la nuova tranche di aiuti che la cosiddetta Troika ha promesso alla Grecia. Nonostante quanto accaduto in questi anni, inoltre, le stime che arrivano da Bruxelles parlano di un 2014 che potrebbe chiudersi per i conti ellenici con un buco variabile tra i tre e i quattro miliardi e mezzo di euro, segno di una serenità ancora ben lontana dall’essere prossima. Ad ogni modo la nuova iniezione di aiuti (sette miliardi di euro complessivi) rappresenta una misura fondamentale per Atene per scongiurare il baratro finanziario. Inoltre, il Premier Samaras era riuscito proprio nella giornata di mercoledì, quella della votazione per il piano di licenziamenti pubblici, ad ottenere l’ok dalla Troika (composta da Unione Europea, Fondo Monetario Internazionale e Banca Centrale Europea) per la tanto paventata riduzione dell’Iva in Grecia dal ventitré al tredici per cento per il settore della ristorazione. Una mano tesa verso i commercianti, ma ora le preoccupazioni vertono attorno ai dipendenti del settore pubblico, messi a dura prova dall’ondata di licenziamenti.

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