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13 Dec

Italia primo fornitore europeo di armi alla Siria

LaRedazione
5 settembre 2013
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E’ l’Italia il primo fornitore europeo di armi alla Siria di Assad. Una statistica resa nota dal popolare mensile ‘Wired’, che rischia di avere un effetto scioccante sull’opinione pubblica, che in queste settimane è incitata alla pace e al rispetto dei diritti umani, di fronte alla prospettiva di un intervento militare americano nel paese mediorientale, da mesi dilaniato da una guerra tra l’esercito lealista e quello dei ribelli, che secondo fonti non ufficiali ha già causato centinaia di migliaia di morti. Una situazione estremamente difficile, verso la quale si è levata anche la voce del Papa, che ha sottolineato come nel mondo moderno ci sia il dovere assoluto di coltivare il sogno che non ci siano mai più guerre.

Da Roma si è levata la voce del Santo Padre che ha invitato ad una giornata di digiuno e riflessione, per pregare affinché una guerra in Siria sia sventata, ma le statistiche dicono che proprio da Roma sono arrivati gli approvvigionamenti di armi più consistenti per l’esercito di Assad, nel corso di questi anni. A partire dagli anni novanta, l’Italia è stato il primo fornitore di armi del regime siriano tra le nazioni della Vecchia Europa, vendendone per la cifra complessiva di diciassette milioni di euro solo negli ultimi dodici anni. Ovvero, da quando Assad decise di potenziare sensibilmente il suo arsenale militare, vista la crescente instabilità del mondo arabo in seguito agli attentati dell’undici settembre, che avevano portato anche gli Stati Uniti d’America a rivedere completamente la loro politica estera nella zona. E dopo l’Afghanistan e l’Iraq, la Siria sembra ormai destinata a diventare la nuova frontiera militare per gli USA, con tutti i timori che conseguirebbero alla scelta di un attacco in un paese dove la resistenza sarebbe forte, anche se gli americani contano di far leva sulla consistenza dell’esercito ribelle per rovesciare il regime di Assad senza gravi conseguenze collaterali.

Una polveriera pronta ad esplodere, alla quali le armi sono state fornite in gran parte proprio dall’Italia, con tutto il disappunto che il fronte pacifista può provare di fronte ad una notizia del genere. Va altresì sottolineato come, prima dell’Italia, il maggior fornitore di armi alla Siria sia un altro paese che ora è molto dubbioso riguardo l’intervento americano, e non può essere certamente annoverato nel fronte interventista, ovvero la Russia: segno che gli affari sono affari, ma spesso per portarli a compimento, si sottovalutano le conseguenze che essi possono provocare. E la parte di mondo che ha venduto milioni di euro di armi ad Assad, ora ha paura dell’uso che il regime siriano potrebbe farne.

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