0 Shares 20 Views
00:00:00
17 Dec

Julian Assange si candida in Australia col partito WikiLeaks

LaRedazione - 26 luglio 2013
LaRedazione
26 luglio 2013
20 Views

Torna alla ribalta Julian Assange, che entra in politica candidandosi in Australia con il partito WikiLeaks. Ovvero, con una formazione politica che riprende principi ed obiettivi del sito creato da Assange che ha contribuito a svelare documenti governativi secretati, e a far diventare una sorta di casa di vetro alcuni piani e progetti di sviluppo delle più importante potenze mondiali.

Il WikiLeaks Party, attraverso il quale Assange proverà ad ottenere un seggio al Senato dell’Australia, ovvero il suo paese d’origine, si basa come detto sui precetti e la filosofia che hanno animato WikiLeaks negli ultimi anni. Il partito non si propone dunque obiettivi di governo, bensì di controllo, una sorta di occhio vigile del cittadino comunque all’interno del parlamento australiano. Se i rappresentanti della Camera Alta australiana siano preoccupati o meno dell’effetto che la presenza di Assange potrebbe avere tra gli scranni del Senato non è dato sapere, di sicuro la mossa sembra riguardare direttamente le possibilità per Assange di rientrare direttamente nella terra natia.

Eventualità che al momento gli è impossibile, visto che il fondatore di Wikileaks si trova, nella condizione di rifugiato politico, all’interno dell’ambasciata britannica in Ecuador, e da oltre un anno non può abbandonare la sua attuale residenza. Su di lui pende infatti un mandato di cattura internazionale a causa di un’accusa di violenza sessuale nella quale è incorso in Svezia, dove ha ricevuto la denuncia da parte di due donne. Un’accusa da sempre ritenuta infondata dai sostenitori di Assange, e ritenuta semplicemente una sorta di cavallo di troia per riuscire ad arrivare al fondatore di WikiLeaks, ormai inviso ai potenti del mondo per aver messo in piazza una grande quantità di informazioni che erano state secretate da alcuni dei più importanti Governi del mondo (su tutti a titolo d’esempio, va citato un dossier di intelligence statunitense che mostrava come gli alleati degli USA, compresero in Italia, fossero costantemente monitorati dalla CIA a loro insaputa).

Se Assange dovesse essere eletto al Senato australiano tramite il WikiLeaks Party, potrebbe pensare per la prima volta concretamente alla possibilità di un suo rimpatrio, anche se le autorità della Gran Bretagna, che pure ospitano in Ecuador Assange, hanno più volte escluso la possibilità di poter emettere una sorta di salvacondotto in grado di farlo spostare senza cadere nella richiesta di estradizione delle autorità svedesi. Insomma, attorno alla vicende vige l’incertezza: oltre ad Assange, il WikiLeaks Party ha candidato alle elezioni solo altre sette personalità, tutti attivisti ed intellettuali vicini ad Assange nelle attività di WikiLeaks.

Loading...

Vi consigliamo anche