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18 Dec

La Romania mette in ‘mostra’ la morte del suo dittatore

Gianfranco Mingione - 25 agosto 2013
Gianfranco Mingione
25 agosto 2013
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La rivoluzione rumena e le ultime ore del dittatore. Sono passati quasi venticinque anni dal 25 dicembre 1989, giorno della ricorrenza più importante per le festività cristiane, quando furono condannati e poi fucilati l’ex dittatore Nicolae Ceausescu e sua moglie Elena. Oggi, nella città di Targoviste, a cento chilometri dalla capitale Bucarest, aprono le porte dell’edificio dove si svolse uno dei processi più veloci della storia contro un capo di stato. Fu proprio qui che la coppia presidenziale, dopo una fuga rocambolesca e per certi versi anche grottesca, fu giudicata da un tribunale speciale militare. La camera di consiglio durò meno di un’ora e tra le accuse la principale fu quella di genocidio per la strage di Timișoara, con l’aggravante di aver condotto la Romania verso il disastro economico, oltre ad aver accumulato illegalmente ricchezze. Il tutto fu ripreso da una troupe e trasmesso dalle tv di tutto il mondo.

Un’attrattiva per i turisti, più che un museo. Ovidiu Carstina, direttore del Museo, spiega perché si è deciso di aprire questo mueso: “Noi non cerchiamo di imporre opinioni o di sollevare polemiche storiche e politiche. L’esposizione è concentrata solo sul giorno del 25 Dicembre”. Una messa in mostra che non vuole rispolverare vecchi fantasmi del passato o essere partigiana, bensì un luogo in cui si è svolta un pezzo di storia contemporanea del Paese e che ora può essere visitato. L’intento è quello di farne un’attrazione turistica, come afferma Traian Badulescu, addetto nel settore turistico: “La Romania ha un enorme bisogno di turisti stranieri e per questo, oltre al nostro potenziale, noi dobbiamo utilizzare i miti, le leggende e la storia. Il mito di Dracula per esempio o il mito e la realtà di Nicolae Causescu” (fonte: TMNews).

Benvenuti quindi i visitatori:  si possono “ammirare” i letti, l’aula del processo e il muro contro il quale è stata fucilata con oltre cento colpi la coppia presidenziale. La storia è fatta anche di questi avvenimenti e noi, in Italia, ne sappiamo qualcosa.

[foto: www.ilmessaggero.it]

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