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15 Dec

L’Italia perde anche Telecom, diventa spagnola!

LaRedazione - 24 settembre 2013
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24 settembre 2013
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L’Italia perde anche Telecom: diventa spagnola l’azienda telefonica considerata da anni punto di riferimento nel nostro paese, segno dei tempi e di una crisi che sta iniziando a far cadere sempre più certezze.

Il sessantasei per cento di Telco, l’azienda che controlla il pacchetto azionario di Telecom, è infatti finito nelle mani di Telefonica, per un accordo base che sembra essere stato fissato intorno agli ottocento milioni di euro.

Al di là dell’opportunità finanziaria della scelta, con Telecom ormai da decenni oberata da una situazione debitoria pesante, e passata in questi anni attraverso numerosi piani di ristrutturazione, stupisce come quello che viene considerato un patrimonio della nazione, con la rete telefonica in grado di attraversare tutto il paese, e sulla quale spesso si appoggiano anche compagnie telefoniche concorrenti, sia passata in mani estere, e soprattutto in quelle di un’azienda di una nazione che non sta certo soffrendo meno per la crisi economica rispetto all’Italia, anzi.

La Spagna ha dimostrato segnali di fatica anche più marcati rispetto a quelli del nostro paese, e proprio nel giorno in cui il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha invitato all’ottimismo gli italiani, facendo intendere che i primi, seppur timidi, segnali di ripresa stanno facendo capolino, un’azienda storica del paese, erede diretta di quella ‘Sip’ che ha contribuito a collegare il paese negli anni in cui internet e gli smartphone erano ancora fantascienza, è finita in mani straniere.

C’è da dire che il passaggio sarà graduale, e che per almeno un altro anno in sede di consiglio di amministrazione, il diritto di voto resterà inalterato, con la parte ‘italiana’ di Telecom ancora oltre il quarantasei per cento, nonostante nel pacchetto azionario sia scesa ormai al trentatré. Questo perché Telefonica dovrà prima risolvere alcune problematiche relative ad investimenti compiuti in Sudamerica, che al momento la pongono a rischio di una causa antitrust.

La vendita delle azioni avvia comunque un processo che al momento sembra irreversibile, e in molti già si chiedono quali saranno le conseguenze sull’azienda, e soprattutto sui loro lavoratori, quando Telefonica avrà pieni poteri, probabilmente entro l’inizio del 2015.

Quando questo avverrà, Telefonica opererà anche un aumento di capitale di ben centodiciassette milioni di euro, e potrà portare la sua quota anche fino alla soglia del settanta per cento. Prima di allora, però, le nomine dei primi due nomi in consiglio di amministrazione saranno ancora decise dalla parte italiana della proprietà, così come i componenti della metà del consiglio stesso. Dunque, ancora un anno di transizione prima di conoscere quello che sarà il reale futuro di Telecom.

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