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13 Dec

Luca Parmitano: missione conclusa, dopo 6 mesi è tornato sulla Terra

LaRedazione
11 novembre 2013
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Luca Parmitano dopo 6 mesi è tornato sulla Terra insieme ai colleghi astronauti della NASA Karen Nyberg, il comandante cosmonauta Fyodor Yurchikhin ed un ‘passeggero’ di eccezione: la fiaccola olimpica dei giochi invernali di Sochi.

La procedura del rientro è stata breve ed è avvenuta senza problemi; il modulo di discesa Soyuz, dopo essersi sganciato dalla Iss, ha attraversato l’atmosfera e, in circa tre ore, è atterrato con l’ausilio di un paracadute nelle fredde steppe del Kazakistan alle 3:49 ora italiana.

Lasciata la navicella i membri dell’equipaggio hanno proseguito il viaggio su un aereo con destinazione Houston Stati Uniti, dove inizieranno la necessaria riabilitazione per riadattare muscolatura ed apparato scheletrico alle condizioni gravitazionali terrestri, procedura prevista per ogni astronauta dopo il rientro dallo spazio.

L’equipaggio potrà infatti tornare a camminare sulle proprie gambe non prima di 30 giorni per evitare rischi di fratture ossee che, durante la permanenza in regime di assenza di gravità, hanno perso una grande percentuale di calcio.

Parmitano durante la sua lunga missione di 166 giorni ha tenuto un attivissimo e seguitissimo blog in cui comunicava le sue attività orbitali e postava emozioni, sensazioni e fotografie suggestive della Terra. L’ultimo post è proprio dedicato alla sua Sicilia con uno scatto mozzafiato che diventerà senza dubbio il manifesto della sua missione.

Ma la missione di Luca Parmitano non termina con la discesa nella Soyuz, verrà infatti successivamente sottoposto a numerosi questionari, biopsie e test medici.

Senza contare il proseguimento del suo lavoro di astronauta: da ora infatti inizieranno le analisi degli scienziati, sui dati forniti e sugli esperimenti eseguiti a bordo della Iss. Luca Parmitano è infatti tornato sulla Terra dopo aver condotto oltre 30 esperimenti negli equipaggiatissimi laboratori della stazione orbitante e ben due “passeggiate spaziali”.

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