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14 Dec

Francia: il cammello presidenziale finisce in pentola

Gianfranco Mingione
12 aprile 2013
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Un regalo in pentola. Un cammello in regalo non lo si riceve mica tutti i giorni, soprattutto nella vecchia Europa, dove non troviamo questa specie a brulicare tra i nostri campi. Animale molto prezioso in Asia e in Africa, è impiegato principalmente come mezzo di trasporto, oltre ad essere utilizzato per la carne, il latte e la lana. Hollande ha fatto in tempo a “conoscerlo” prima che finisse la sua corsa nella pentola di una famiglia locale. Il cammello era stato donato dal Mali al presidente Hollande come ringraziamento per aver inviato delle truppe francesi a contrastare i ribelli jihadisti. Un video riprende l’arrivo di Hollande all’aereoporto di Mopti (Mali), dove gli è stato consegnato il tipico animale in pompa magna, tra ufficiali e ballerine.

Parigi è lontana. È stato proprio Hollande a lasciarlo in affidamento per motivi logistici ad una famiglia del luogo ma, complice la fame, sono stati proprio loro a sgozzarlo per farne un piatto tipico, un tajine (una sorta di spezzatino). Dietro questa triste storia, ci sarebbe anche un giallo, come riporta l’Huffington Post: “Secondo il Daily Mail il cammello sarebbe stato 'rubato' ad un allevatore locale attualmente al campo di rifugiati di Ambra, il quale avrebbe minacciato di far causa al Presidente. Secondo l'uomo, la sua casa è stata bombardata dalle forze francesi durante uno dei raid nel paese africano”.

Un cammello nuovo di zecca! Per rimediare alla brutta figura, dal Paese africano hanno pensato di trovare un nuovo esemplare: “già si prepara la spedizione di un nuovo esemplare,"più grosso e più bello", a sentire un ufficiale maliano che ha preferito l’anonimato, per rimpiazzare il compianto dromedario (o forse cammello?) presidenziale”.

Sono ben altri i problemi dell’Africa. Forse leggeremo altre notizie di un nuovo cammello, chissà che non lo vedremo girare lungo gli Champs-Élysées con  in groppa il presidente. Intanto il problema della guerra e della fame affligge ancora l’Africa e sarebbe meglio regalare ai popoli di quel continente un presente migliore e un’idea di futuro ecosostenibile, piuttosto che fare doni bizzarri a capi di stato esteri. Per quanto essi possano essere in buona fede.

Gianfranco Mingione

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