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17 Dec

L’altra faccia della Chiesa perde Don Gallo: il prete degli ultimi

Michele Antonelli - 23 maggio 2013
23 maggio 2013
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Don Andrea Gallo se n’è andato alle 17.45 di ieri nella sua Comunità di San Benedetto al Porto. Aveva 84 anni ed era nato a Genova l’8 luglio 1928.

Il "Prete no-global", l’irriducibile dei movimenti, il "Prete comunista" ha percorso la sua vita con una mano alla Chiesa e l’altra alla gente, lottando insieme agli “ultimi” nelle battaglie civili per i diritti. Il suo approccio non andò sempre bene alle gerarchie ecclesiastiche, che talvolta reagirono alla sua irruenza con incarichi scomodi, trasferimenti, stop forzati.

Una mano alla Chiesa e una alla gente, si diceva: e certo, la convivenza con la Chiesa dello Ior, di Comunione e Liberazione, di Scola e Ruini non è stata semplice, tanto che, già nel 1970, il Cardinale di Genova Siri lo allontanò perché, sostenne: “i suoi discorsi non sono religiosi, ma politici”.

Le immagini che restano di lui sono quelle che lo ritraggono per strada, nei cortei, in mezzo ai giovani: così doveva essere per lui. E poi il pugno chiuso, il sigaro e il basco, simboli che l’avevano reso inconfondibile, insieme alle sue parole.

Senza timore di cadere nella retorica, i discorsi di Don Gallo avevano insieme l’incoscienza del giovane ribelle e la saggezza dell’uomo vissuto, una visione aperta del mondo; erano discorsi pieni di vitalità, profondi, coinvolgenti; e soprattutto giusti.

Di tanti appellativi colpisce “prete degli ultimi”, che stranamente diventa ossimoro, mentre dovrebbe essere la regola.

E ora attenti lassù, che Don Andrea è uno tosto!

Michele Antonelli

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