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10 Dec

Parmitano costretto a rientrare. Acqua nel casco dell’astronauta

LaRedazione
17 luglio 2013
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Si è subito diffusa in tutto il mondo, la notizia di alcuni problemi nella giornata di ieri a bordo della Stazione Spaziale internazionale, che hanno costretto Parmitano a rientrare a bordo del modulo, dopo aver trovato dell’acqua nel casco dell’astronauta.

Da diverse settimane nello spazio, l’ingegnere siciliano era impegnato insieme al collega americano Chris Cassidy in alcune operazioni all’esterno dei moduli abitativi, ma è stato costretto a rientrare per dei problemi sopraggiunti.
Si tratta del primo vero intoppo per l’astronauta, la prima missione extraveicolare dello scorso 9 luglio era stata un successo e non aveva portato nessun problema all’equipaggio. Anzi volendo fare un controllo, è la prima volta che in una passeggiata spaziale è stato riscontrato un problema del genere.

La missione prevedeva diverse ore di lavoro esterno, entrambi i due astronauti stavano, infatti, mettendo a punto le attrezzature per l’arrivo del modulo russo, il Multifunctional Laboratory Module, che andrà a unirsi alla stazione permanente nei prossimi mesi.

Dopo circa un’ora e trenta, sulle sei complessive previste per ultimare i lavori, Parmitano ha fatto sapere di avere dei problemi con il casco della sua tuta e così la Nasa ha deciso di far rientrare a bordo i due astronauti.
Sembra che nel casco dell’uomo fossero presenti delle tracce di acqua. La Nasa ha pensato che si trattasse di una perdita nel serbatoio di acqua che gli astronauti utilizzano per bere durante le lunghe ore all’esterno della stazione.

Finiti i controlli di rito e la consulenza con il medico che segue da vicino le condizioni di salute degli astronauti, Parmitano per rassicurare tutti ha anche cercato di sdrammatizzare sull’incidente appena accaduto. Molto attivo attraverso i social network, dove è seguito da migliaia di utenti, ha inviato un breve messaggio sul suo account Twitter ironizzando proprio sulla sua salute di ferro, proprio come quella di un pesce!

L’ipotesi più accreditata al momento è che si tratti dell’acqua usata per il sistema di raffreddamento della tuta spaziale, liquido non potabile a causa della presenza di iodio.
Intervistato sull’accaduto anche il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, Enrico Saggese, l’uomo ha elogiato il grande lavoro degli astronauti e le competenze tecniche della squadra a terra. Parmitano ha avuto il grande merito di non perdere la calma e di esporre con chiarezza il suo problema nonostante il forte pericolo di poter annegare.

L’acqua nel casco dell’astronauta, che ha costretto Parmitano a rientrare a bordo della stazione spaziale di certo non è un problema da sottovalutare ma scampato il pericolo non resta che aspettare la prossima passeggiata nello spazio dell’italiano.

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