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11 Dec

Pedofilia: perché l’Onu ha chiesto spiegazioni al Vaticano

LaRedazione
18 luglio 2013
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Il Comitato ONU per i diritti dei bambini ha inviato al Vaticano il primo luglio un elenco con il quale richiede alla Santa Sede informazioni dettagliate su abusi sessuali commessi da persone appartenenti al clero, sia da parte di uomini che di donne, dei quali lo stesso Vaticano abbia avuto notizia. Tra i gruppi religiosi maggiormente interessarti a questa richiesta da parte delle Nazioni Unite ci sono i Legionari di Cristo e le Case Magdalene. L’elenco contiene una ventina di richieste tra le quali le più importanti riguardano le istruzioni che il Vaticano ha dato ai componenti del clero sul comportamento da tenere nei casi di abusi sessuali su minori. In particolare il Comitato dell’ONU si riferisce alle comunicazioni tra il clero e la polizia dei paesi dove si sono verificati gli abusi, per sapere se queste comunicazioni siano state effettuate oppure le notizie di abusi siano state taciute.

Il Comitato ONU per i diritti dei bambini si spinge anche a chiedere chiarimenti su quali siano gli strumenti messi in atto dalle gerarchie ecclesiastiche per portare aiuto ai bambini vittime di abuso sessuale. Proprio a questo aspetto si lega l’altra richiesta che riguarda gli eventuali risarcimenti in denaro effettuati nei confronti dei bambini e delle loro famiglie, e se questi sono stati in qualche modo legati ad una tacitazione dell’abuso sessuale. Si richiedono inoltre informazioni sulle misure di prevenzione che la Santa Sede ha adottato al suo interno per impedire il ripetersi di questi fatti.

I due casi che il documento del Comitato ONU edita direttamente riguardano le Case Magdalene, dove venivano accolte le giovani ragazze rimaste orfane, che si trovano in Irlanda, e che se secondo le notizie in possesso dello stesso Comitato hanno visto accadere gravi episodi di trattamenti inumani e degradanti, arrivati anche alla tortura, e i Legionari di Cristo, nei confronti dei quali c’è l’accusa di impedire ai loro seminaristi di tenere contatti con le famiglie d’origine.

La Santa Sede dovrà presentare tutte le risposte entro il 30 novembre, in modo da poter essere esaminate prima della convocazione periodica da parte del Comitato che per il Vaticano è prevista per il mese di Gennaio 2014. La Santa Sede fa parte infatti del gruppo di paesi che hanno ratificato la Convenzione Onu sui Diritti dell’infanzia che è stata emessa nel 1989 dallo stesso Comitato. La missione diplomatica della Santa Sede a Ginevra, tramite monsignor Massimo de Gregori, ha dichiarato che non avrà problemi a fornire tutte le risposte alle richieste del Comitato ONU, ma nello stesso tempo invita a non strumentalizzare la richiesta, che è una prassi di routine per tutti i paesi che hanno ratificato la convenzione. De Gregori sottolinea il fatto che non si possono negare gli episodi di abusi avvenuti, ma che la richiesta formulata dal Comitato Onu non è rivolta solo al Vaticano.

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