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14 Dec

Save the Children presenta una ricerca sulla tutela dei minori

Gianfranco Mingione
14 novembre 2013
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Una situazione preoccupante. A leggere i dati contenuti nella ricerca “Tutela dei minori nei luoghi frequentati con regolarità, siamo in grado di garantirla?” realizzata da Ipsos per l’Organizzazione, per quasi 1 adolescente su 2 tra le principali minacce c’è la pretesa o l’imposizione di contatti o rapporti fisici indesiderati. Non meglio il dato che riguarda i genitori: Il 94 per cento di loro è consapevole del rischio che i propri figli minorenni possano essere oggetto di comportamenti inappropriati, o di abusi, al di fuori delle mura domestiche. Tra i luoghi ritenuti maggiormente a rischio dai genitori ci sono i centri sportivi (43 per cento, dato che si assesta al 40 per cento per i ragazzi), seguiti da oratori e parrocchie (39 per cento, contro il 29 per cento per i ragazzi), e dalla scuola (38 per cento, che diventa 31 per cento per i minori). Ma anche gli altri contesti sociali come centri aggregativi, ludico-ricreativi e associativi sono considerati come luoghi potenzialmente non sicuri da questo punto di vista.

Le paure dei ragazzi: in testa rapporti fisici indesiderati, minacce e discriminazioni etniche. Per  i ragazzi, spicca la pretesa o l’imposizione di contatti orapporti fisici indesiderati, mai accettabile per il 93 per cento di loro, seguita dall’utilizzo di minacce o ricatti per ottenere qualcosa (92 per cento), e dalla discriminazione in base all’etnia e alle origini (91 per cento).

I ragazzi, altro aspetto negativo, si sono invece “abituati” a l’utilizzo di parole forti o parolacce, così come dare uno scappellotto o strattonare energicamente: quasi la metà degli intervistati li considera accettabili (rispettivamente 47 per cento e 48 per cento), evidenziando così un deterioramento del linguaggio fisico e verbale tra adulti e minori. Altro segnale rilevante riguarda alcune azioni gravemente discriminatorie, come criticare o ridicolizzare comportamentoe aspetto (19 per cento), preferenze sessuali (23% per cento) o fede religiosa (28 per cento).

In testa alla lista dei genitori c’è invece l’induzione all’utilizzo di sostanze proibite o vietate per l’età del ragazzo (92 per cento), come di quelle utilizzate per migliorare la prestazione fisica o mentale (90 per cento). Viene stigmatizzata anche l’offesa delle origini o dell’etnia (90 per cento), oltre ovviamente alla pretesa o imposizione di rapporti fisici (90 per cento).  Se si chiede quali di questi comportamenti siano un rischio reale, 1 adolescente su 2 indica la pretesa o l’imposizione di contatti o rapporti fisici indesiderati (45 per cento), la promessa di favori in cambio di qualcosa (45 per cento) e la discriminazione in base all’aspetto o al comportamento. La soluzione di Save the Children. L’associazione propone a istituzioni, associazioni e organizzazioni l’adozione di un sistema specifico di tutela, che secondo un terzo di genitori e adolescenti è oggi assente o non conosciuta nei luoghi vissuti da questi ultimi.

La ricerca IPSOS per Save the Children  “Tutela dei minori nei luoghi frequentati con regolarità, siamo in grado di garantirla?”, insieme alla Policy e alle Procedure di Segnalazione e di Risposta di Save the Children sono disponibili sul sito alla pagina:  www.savethechildren.it/pubblicazioni

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