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Scatolette di sgombro infestate da parassiti, ancora 165mila in commercio

LaRedazione - 22 ottobre 2013
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22 ottobre 2013
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Da Salerno a Genova. È questo il percorso che ha portato a un maxi sequestro da parte del Nas di un’enorme quantità di sgombro risultato contaminato da parassiti.

A far scattare l’allarme è stato un privato cittadino di Salerno, appunto, che, comprata normalmente una scatoletta di sgombro al supermercato, ha rilevato la presenza di alcuni vermicelli, della misura di pochi centimetri (da 1 a 3, generalmente), bianchi e rosati, sottili e arrotolati su loro stessi.

Immediatamente è scattata la segnalazione al Nas di Salerno, che ha accertato trattarsi di parassiti effettivamente presenti nella confezione di sgombro acquistata. I poliziotti del Nucleo, quindi, hanno dapprima sequestrato circa seimila confezioni di sgombro dagli stabilimenti locali, per un totale di oltre due tonnellate di prodotto, dopodiché hanno ampliato l’indagine cercando l’origine della produzione per bloccarne la distribuzione su scala nazionale.

Si è arrivati, così, a Genova, dato che lo sgombro è risultato di una varietà prodotta in Marocco e importata nel nostro Paese da una ditta del capoluogo ligure. Il nucleo dei Nas di Genova, quindi, allertati dai colleghi salernitani, hanno fatto scattare a loro volta un maxi sequestro presso la ditta importatrice, mettendo sotto sigillo ben 74 mila vasetti di sgombro per un totale di 30 tonnellate circa di pesce.

Contestualmente, però, le forze dell’ordine hanno constatato che altre 165mila confezioni erano già state distribuite e sono quindi già presenti sul mercato in tutto il Paese. L’azienda responsabile dell’importazione dal Marocco dello sgombro ha subito provveduto ad avvisare i punti vendita e ha predisporre il ritiro di tutte le confezioni, ma ha anche allertato tutti i consumatori essendo più che probabile che alcune delle scatolette siano già state vendute al dettaglio (il prezzo si aggira sui 4 euro a confezione) come capitato al cittadino di Salerno da cui è partita la denuncia.

Nel frattempo, i risultati delle più approfondite analisi hanno constatato l’effettiva tossicità del prodotto e la presenza di parassiti che probabilmente fanno parte del genere Anisakis, un verme che si può trovare in diversi organismi marini, potenzialmente molto dannosi per l’uomo.

L’ingestione delle larve, infatti, può provocare forti dolori addominali, nausea e vomito. Se le larve vengono espulse, il pericolo cessa, ma nel caso queste riescano a penetrare nell’intestino le manifestazioni dolorose possono aumentare e diventare anche particolarmente gravi.

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