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Addio Voyager 1. Dopo 36 anni di viaggio la sonda lascia il sistema solare

LaRedazione
13 settembre 2013
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Quando si pensa all’immensità dell’universo si resta sempre affascinati dalla portata delle meraviglie che esso offre. Nell’animo umano quello che ci ha spinto nei secoli a rivoluzionare le nostre vite è stata la voglia di esplorare e conoscere sempre nuovi posti. E con queste intenzioni che è nata l’esplorazione spaziale ed è con gli obiettivi di documentare qualcosa che forse un giorno visiteremo con moderne astronavi spaziali che sonde come quella di Voyager 1 sono state lanciate.

Ora la Nasa ci dà notizia che Voyager 1 ha abbandonato il nostro sistema solare entrando in una zona stellare dove il sole cessa di brillare. Una zona in cui è tutto ancora da scoprire. Ma questa notizia ci giunge davvero come un addio perché per noi terrestri il sistema solare è come una sorta di casa. Quello che però stupisce e ci inorgoglisce è la longevità di Voyager 1 che dopo trentasei anni di viaggio continua ancora nell’esplorazione. E’ stato un caso davvero fortuito che nei laboratori di Pasadena (dove la sonda era controllata durante il suo viaggio all’interno del sistema solare) che si è riusciti a determinare l’attuale posizione di Voyager 1.

Ricordando la storia di questa sonda, dobbiamo dire che fu lanciata nel 1977 per sondare i pianeti di Giove e Saturno e comunicandoci informazioni più dettagliate di quei due mondi allora così sconosciuti per noi. E mentre la sua gemella Voyager 2 andava a esplorare gli estremi confini del sistema solare, visitando pianeti come Urano e Nettuno, Voyager 1 continuava il suo viaggio oltre le stelle.

Però per la Nasa quella che mancava era una prova che determinasse con sicurezza i chilometri raggiunti dalla sonda ed è stato proprio lo scorso aprile che si è riusciti a individuarne la posizione esatta, grazie a un’eruzione solare che ha sparato particelle nel cosmo che hanno raggiunto Voyager 1, dando la possibilità ai tecnici della Nasa di individuarne la posizione. Un’eruzione solare che ha permesso anche di far raggiungere finalmente a un manufatto tecnologico di origine umana ai confini estremi del sistema solare.

Queste sono notizie che dovrebbero inorgoglirci e spingerci sempre a osare. Ora che Voyager 1 sta superando i confini conosciuti, quasi come se avesse oltrepassato delle moderne colonne di Ercole, ci chiediamo se l’esplorazione spaziale non debba proseguire, che la ricerca di nuovi motori spaziali e la costruzione di basi nello spazio per avviare una colonizzazione del cosmo non sia un progetto per il nostro futuro. Magari un giorno i nostri pronipoti potranno raggiungere zone dell’universo mai esplorate, per arrivare “là dove nessuno è giunto prima” come direbbero gli astronauti dell’Enterprise. E in questo viaggio ritrovare, ormai vagabondo del cosmo, il Voyager 1 che continua con la sua ricerca.

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