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15 Dec

Austria, creato mini-cervello in provetta da cellule staminali

LaRedazione
29 agosto 2013
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Un cervello in provetta? Detta così la domanda suona improbabile e decisamente assurda, ma, in estrema sintesi, tolto il punto interrogativo, la frase spiega perfettamente quanto accaduto all’Institute of Molecular Biotechnology di Vienna, dove un gruppo di ricercatori è riuscito a ricreare, partendo da cellule staminali, un mini-cervello dal diametro massimo di 4 millimetri. Insieme all’Istituto austriaco, la ricerca è stata condotta in collaborazione con gli atenei di Edimburgo e di Londra, oltre che con l’Istituto inglese Sanger. Una sinergia importante che ha dato vita a quello che non pochi definiscono come un traguardo storico.

Un cervello vero e proprio in miniatura? Naturalmente no, né per quanto riguarda le sue funzioni, né nella forma, che appare irregolare e non ben definita, ma, ed è ciò che conta, il tessuto neuro-embrionale creato e sviluppatosi in quello che, per semplificare, è stato definito un mini – cervello, è perfettamente funzionante nei suoi milioni di neuroni che lo costituiscono e che appaiono reattivi ai test. Tecnicamente, ciò che è stato creato non è un organo vero e proprio, ma un “organoide” simile alla corteccia cerebrale, ovvero la parte superiore e più sviluppata del cervello umano, in grado di sopravvivere per alcuni mesi se mantenuto all’interno di un bioreattore che gli consente di nutrirsi.

Il traguardo è davvero eccezionale e apre nuove frontiere negli studi e nella ricerca di cure per alcune importanti malattie che colpiscono la parte più complessa del corpo umano come la schizofrenia e l’autismo, ma anche per prevenire i disturbi neuro degenerativi come il morbo di Parkinson o l’Alzheimer.
Dimensioni millimetriche, forma irregolare e altre mancanze, al momento non interessano, perché l’obiettivo non era quello di ricostruire l’organo in tutte le sue funzionalità, quanto riuscire a creare, a partire dalle staminali, un tessuto che fosse più complesso di quelli finora realizzati con questo metodo. Per riuscirci sono state utilizzate sia cellule embrionali sia cellule adulte riprogrammate (chiamate Staminali Pluripotenti Indotte e generalmente abbreviate con la sigla Ips). E già “solo” questo lavoro di selezione e di creazione ha potuto dare indicazioni molto importanti e mai raccolte prima sullo sviluppo cellulare che porta alla formazione di un cervello umano. Il fatto, ora, che i neuroni del tessuto ottenuto rispondano ai test effettuati, fa sì, inoltre, che finalmente si possa sperare di avere dei modelli reali sui quali studiare malattie altrimenti difficilmente analizzabili. La mancanza di modelli, infatti, è stata fino a oggi una delle cause che ha maggiormente rallentato, e non di poco, la ricerca in questo campo della medicina così fondamentale e nello stesso tempo così decisamente complesso.

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