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Creato in laboratorio l’uomo ibrido: metà animale, metà umano

LaRedazione - 23 agosto 2013
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23 agosto 2013
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In questi ultimi anni gli scienziati sono riusciti a ricreare all’interno dei laboratori britannici ben 150 embrioni ibridi metà animale e metà umani. Sono stati creati mantenendo un assoluto riserbo da esperti biologi in cerca di nuove cure per malattie di varia natura. La notizia è trapelata dopo che un gruppo di scienziati ha mostrato la sua perplessità riguardo ad un possibile scenario futuro nel quale verranno create creature uomo-animale.Un attivista che da sempre lotta contro gli eccessi mostrati negli ultimi anni dalla ricerca e dalla sperimentazione medica, ha dichiarato di essere scioccato da quanto sta accadendo e si dice disgustato dal fatto che alcuni si dilettino a effettuare esperimenti grotteschi.

Il giornale britannico Daily Mail pubblica un articolo nel quale rende noto che ben 155 embrioni sarebbero stati creati utilizzando sia genoma umano che animale dopo il 2008, anno che ha visto nascere lo Human Fertilization Embryology Act. Questa normativa consente la creazione di ibridi utilizzando ovuli animali fecondati da spermatozoi umani. In gergo tecnico tali impianti vengono chiamati cibridi e il nucleo di cellule umane viene innestato in cellule animale mentre acquistano il nome di chimere se le cellule di origine umana vengono miscelate assieme ad embrioni animali.  Gli scienziati che sostengono questa nuova metodologia di sperimentazione sono convinti che queste particolari tecniche siano fondamentali per poter sviluppare cellule staminali embrionali utili per curare malattie gravi fino al momento considerate incurabili.

Tre laboratori inglesi ovvero quello situato all’interno del King College londinese, quello dell’Università di Warwick e dell’Università di Newcastle hanno ricevuto la licenza per effettuare esperimenti di cellule ibride derivate dalla fusione di materiale organico animale e umano.
Dopo una lunga e dibattuta interrogazione parlamentare Lord Alton ha dichiarato apertamente di essere contro queste iniziative e che nessun scienziato interpellato sul tema ha dato una giustificazione valida su quanto possano essere valide tali sperimentazioni a fini curativi. Gli esperti del settore si sono limitati a sostenere che se avranno accesso a questa nuova tipologia di esperimenti potranno trovare cure fino ad adesso mai immaginate ma non ci sono dati che possano comprovare quanto affermato.
Gli esperti del settore contrari agli esperimenti chiedono che siano adottate misure più restrittive e leggi atte a bloccare un tale scempio come ad esempio le iniezioni di cellule staminali umane nei cervelli dei primati.

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