0 Shares 21 Views
00:00:00
12 Dec

Il Nobel per la Fisica agli scopritori del bosone di Higgs

LaRedazione
8 ottobre 2013
21 Views

François Englert e Peter Higgs: uno belga e l’altro scozzese, entrambi oltre gli ottant’anni, entrambi scienziati, ma accomunati da un’intuizione che, partorita cinquant’anni fa, potrebbe arrivare a rivoluzionare completamente la storia della fisica, e che è valsa loro l’assegnazione del Premio Nobel 2013 per questa disciplina.

Stiamo parlando della teoria che ha portato all’individuazione del cosiddetto ‘bosone di Higgs‘ (proprio dal nome dello scienziato britannico), meglio conosciuto come ‘la particella di Dio‘. Ovvero quella che sarebbe alla base della formazione e costituzione della materia nel nostro universo, e della quale si è potuto dimostrare l’esistenza solo nel 2009, grazie all’elevatissima avanguardia tecnologica raggiunta dall’acceleratore di particelle del ‘Cern’ di Ginevra.

Higgs ed Englert arrivarono a teorizzare l’esistenza del bosone quarantanove anni fa, ed in maniera del tutto indipendente fra loro, il che ha portato all’assegnazione del Nobel per la fisica di quest’anno ad entrambi. Un grande contributo alla ricerca fu anche offerto da un terzo scienziato, Robert Brout, che lavorò a stretto contatto con Higgs, ma che è morto due anni fa, senza riuscire ad arrivare al riconoscimento dell’opera di tutta una vita.

Generalmente i Nobel premiano personaggi dei quali spesso non si conosce bene l’opera prima dell’effettiva assegnazione del premio, ma stavolta il conferimento del riconoscimento ai teorici del bosone era nell’aria, e si è puntualmente verificato.

Oltre al premio, l’Accademia Reale delle Scienze che sceglie i Nobel assegna anche un riconoscimento in denaro di circa un milione e duecentocinquantamila dollari (otto milioni di corone svedesi), ma ad affascinare è la motivazione per la quale il Nobel per la Fisica del 2013 è stato assegnato, nella quale si spiega chiaramente che la teoria del bosone di Higgs spiega il meccanismo attraverso il quale il mondo conosciuto si è costituito, attraverso la fisica delle particelle, e da qui il soprannome ‘particella di Dio’, poiché alla sua base vi sarebbe la creazione stessa.

Un grande contributo in questo senso, come sottolineato in precedenza, è stato offerto anche dagli scienziati del ‘Cern’ di Ginevra, che ospita il più grande e potente acceleratore di particelle di tutto il mondo, attraverso il quale si è potuta dimostrare a livello fisico l’esistenza effettiva del bosone di Higgs.

A capo di alcuni esperimenti c’erano anche Fabiola Gianotti e Guido Tonelli, e si tratta dunque di un’affermazione che inorgoglisce profondamente anche la comunità scientifica del nostro paese. La Gianotti e Tonelli guidarono le squadre al lavoro sull’acceleratore di particelle LHC, considerato dalla comunità scientifica come una delle più complesse macchine realizzate dall’uomo, e coordinarono un team di scienziati che arrivò anche ad essere composto da tremila unità, nel periodo di massima intensità degli esperimenti.

 

Vi consigliamo anche