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15 Dec

Marte: sul pianeta c’era la vita

LaRedazione - 10 dicembre 2013
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10 dicembre 2013
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su marte c'era la vita.

I marziani esistono davvero? A queste domanda purtroppo non si può rispondere, ma una cosa sicura è che sul pianeta rosso di Marte c’era la vita ed esistevano tutti gli elementi che hanno permesso ai microrganismi sulla Terra di svilupparsi ed evolversi: acqua in grandi quantità, zolfo, carbonio e fosforo erano tutti elementi presenti sul lontano pianeta.

Su Marte vi era quindi la vita: peccato però che l’essere umano, circa tre miliardi e mezzo di anni fa, non aveva tutta questa tecnologia e non ha potuto documentare con maggior attenzione tutti questi dati, visto che le ultime presenze di tali elementi vitali su Marte risalgono proprio a tre miliardi e mezzo di anni fa, e che da allora pare che Marte si sia trasformato, col passare dei millenni, in un pianeta desolato ed inabitabile.

A fare la scoperta è stato un piccolo modulo chiamato Curiosity, inviato sul pianeta dalla Nasa che ha esplorato, nel corso di due anni, l’intero pianeta Rosso: si è trattato quindi di un lunghissimo esperimento, proprio alla ricerca degli elementi che favoriscono la vita, ricerca che finalmente ha dato nuove informazioni.

Acqua e presenza di altri elementi importati, come detto prima, hanno quindi permesso al team di scienziati di dedurre che su Marte ci fosse la vita: addirittura gli scienziati avevano deciso di annunciare, prematuramente, le loro scoperte, anche se le informazioni che disponevano erano veramente pochissime e purtroppo di poca importanza per poter continuare con la loro teoria.

Nel corso dei mesi comunque, le scoperte di tutti gli altri elementi vitali, come spiegato prima, hanno permesso al team di analisti di poter esporre ufficialmente le loro teorie: su Marte c’era la vita, e questa teoria è stata resa pubblica durante una conferenza a San Francisco, e successivamente è stata pubblicata sulla rivista scientifica Science.
Ora ovviamente, dopo le tante scoperte americane, anche gli altri Paesi vogliono contribuire all’analisi di Marte, e sopratutto vogliono anche cercare di fare nuove scoperte che magari sono sfuggite agli americani: nel corso dei prossimi anni sicuramente saranno molte di più le navicelle contenenti robot in grado di resistere alle condizioni avverse del Pianeta ed in grado di permettere agli scienziati di effettuare nuove scoperte.

In particolar modo, tra cinque anni dovrebbe partire il progetto proveniente dall’Europa chiamato Exomars, anche se non è ancora ben chiaro quali saranno i suoi scopi precisi: per ora basta pensare che su Marte c’era la vita, e che probabilmente l’essere umano non è solo nell’Universo.

 

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