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11 Dec

Maven su Marte: conosceremo l’atmosfera

LaRedazione
19 novembre 2013
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Marte, la missione Maven, lanciata dalla Nasa, punta  a conoscere i segreti e l’atmosfera del pianeta rosso.

Marte. È ormai questo l’obiettivo dell’esplorazione spaziale. Dopo il rover Nasa Curiosity, atterrato sulla sua superficie e ormai in attività da mesi, e dopo il lancio della sonda indiana Marso Orbiter che dovrebbe rilevare la presenza di ozono nell’atmosfera, ora è la volta di Maven, l’ultima missione della Nasa, partita da Cape Canaveral alle 19,28 (ora italiana) del 18 novembre, che ha un preciso compito: scoprire che fine ha fatto l’acqua che, ormai è dimostrato, senza dubbio una volta c’era su Marte.

La domanda di fondo, infatti, è quella che si chiede se, in un tempo remoto e lontanissimo, ci fossero state le condizioni per il fiorire della vita laddove, oggi, ci sono delle condizioni di desertica sterilità.

Per cercare indizi concreti e definitivi, la missione Maven, Mars Atmosphere and Evolution Volatile ha impiegato risorse per 671 milioni di dollari, e tra 10 mesi dovrebbero iniziare ad arrivare i primi frutti dell’investimento. Questo periodo, infatti, sarà necessario alla sonda per raggiungere la sottile atmosfera di Marte e iniziare a studiarla.

Come si diceva in precedenza, i segni di un’ambiente caldo e umido, anche se lontano miliardi di anni, sono ormai tantissimi: dalle tracce di acqua sulla superficie e di erosione del suolo ai letti di torrenti trovati e fotografati dalle varie sonde. Manca da capire, però, cosa innescò il cambiamento irreversibile verso le attuali condizioni.

Per farlo, Maven utilizzerà i suoi 8 strumenti scientifici, misurando il ritmo a cui le molecole dell’atmosfera rarefatta di Marte continuano a disperdersi nello spazio impoverendo ulteriormente il suolo e le condizioni di Marte.

Lo studio potrà rivelare informazioni importanti anche per quanto riguarda la Terra, aiutando a capire meglio il nostro cambiamento climatico che secondo molti è in atto e che desta più di una preoccupazione. Questo, naturalmente, oltre ad arricchire le conoscenze di Marte che, missione dopo missione incrementano il patrimonio scientifico a disposizione di studiosi e scienziati.

Oltre al rover Curiosity già citato, infatti, il pianeta rosso è sotto osservazione anche tramite le sonde MRO (Mars Reconnaissance Orbiter) e Mars Odyssey, tra le prime ad essere state lanciate verso il piante rosso.

Ma l’assalto a Marte proseguirà anche nei prossimi anni, grazie alle missioni europee già programmate come Exomars 1, in partenza nel 2016 con destinazione, ancora un volta, l’atmosfera marziana, e Exomars 2, che dovrebbe far scendere sulla superficie del pianete un nuovo, sofisticato, rover.

Restiamo in attesa delle prime informazioni che trapeleranno dalla missione Maven, con l’augurio che amplino la nostra conoscenza sull’atmosfera di Marte.

 

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