0 Shares 15 Views
00:00:00
18 Dec

Sigaretta elettronica in crisi: in 2 mesi chiusi 123 negozi

LaRedazione - 8 ottobre 2013
LaRedazione
8 ottobre 2013
15 Views

Doveva essere la rivoluzione che avrebbe dato una spallata significativa, se non definitiva, nella battaglia al fumo, invece, nel giro di un paio di stagioni, il boom della sigaretta elettronica appare essersi totalmente sgonfiato, travolto da quella che ha tutte le carte in regola per essere definita una vera e propria crisi di cui si stanno cercando di capire le ragioni.

I numeri, però, parlano chiaro: alla fine del 2011 i negozi associati all’Anafe, che può considerarsi il principale riferimento del settore, rappresentando circa l’80% dei rivenditori, erano circa 500. Nell’arco dell’anno successivo, i punti vendita hanno visto una crescita esponenziale, triplicando il loro numero. Le previsioni per il 2013, quindi, erano assolutamente positive, con un pronostico di 2500 negozi presenti sul territorio nazionale.

Proprio queste notizie avevano fatto tremare tabaccai e, soprattutto, i monopoli di stato, che temevano di perdere una cospicua fetta delle entrate derivate dalla vendita delle sigarette tradizionali.
Si ricorderà la discussione in merito all’idea di tassare anche le sigarette elettroniche e il conseguente dibattito se considerarle ancora come un “vizio” o come un aiuto per smettere di fumare.

Quesiti di cui, ora, non si trova praticamente traccia, cancellati da un andamento delle vendite e delle richieste di sigarette elettroniche che, verso il mese di aprile, si è bruscamente interrotto: se nei primi quattro mesi dell’anno, infatti, si contavano 370 nuove aperture e circa 200 ulteriori richieste di nuovi negozi, nei mesi di maggio e giugno il trend si è invertito repentinamente, portando alla chiusura di ben 123 punti vendita.

Contemporaneamente, dalle 200 che erano, le richieste di future aperture sono praticamente sparite, scendendo fino a quota 2, con una perdita, se stessimo parlando di un titolo quotato a Wall Street, del 99%. Fallimento? Al momento sembra questa la parola più adatta per descrivere il momento vissuto dalla sigaretta elettronica.

Il perché di questa nuova tendenza, come si diceva, non è ancora del tutto chiaro: sicuramente le lobby del tabacco, storicamente molto forti, hanno avuto la loro parte, ma va anche detto che se l’inizio della diffusione delle sigarette elettroniche ha colto un po’ tutti di sorpresa, aprendo a tanti un campo che fondamentalmente era ancora senza regole precise, con la crescita delle vendite e degli interessi sono arrivati i primi “paletti” che hanno cercato di regolamentare il settore, non aiutato anche da alcuni studi sanitari che hanno denunciato come la sigaretta elettronica non fosse priva di controindicazioni e non fosse un rimedio decisivo per smettere di fumare.

Non ultime, sono arrivate le tasse, l’ombra dei monopoli di stato di cui si diceva in precedenza e, non ultima, un’Iva superiore al 58% per tutti i componenti delle sigarette elettroniche che, ora, rischiano davvero di diventare un ricordo durato giusto un paio di stagioni.

 

Loading...

Vi consigliamo anche