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Amazon: i lavoratori si ribellano per il duro lavoro

LaRedazione
26 novembre 2013
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Amazon: i lavoratori si ribellano per il duro lavoro

In Germania centinaia di  lavoratori dell’azienda Amazon, si ribellano per il duro lavoro e scioperano a causa delle scarse retribuzioni.

La notizia, di per sé, non sarebbe di quelle da prima pagina , perché dei lavoratori che si ribellano per il duro lavoro, incrociando le braccia per dare un segnale forte, non sono certo una novità da qualche secolo a questa parte. Ma se a farlo sono i dipendenti di un colosso della nuova economia globale come Amazon, e per di più in un paese simbolo di efficienza e locomotiva dell’economia europea, ecco che il quadro della situazione si fa subito diverso e i titoli a tutta pagina sono preso serviti.

Anche perché bisogna dire che il mercato tedesco è, per Amazon, quello più importante al di fuori dei confini degli Stati Uniti, con un giro di vendite che ha raggiunto i 6,4 miliardi di euro nel corso del 2012.

In totale, i dipendenti di Amazon in Germania sono circa 9 mila e l’agitazione riguarda 200 delle 300 persone impiegate nei centri logistici di Leipzig e Bad Hersfeld, dove è nata la protesta. A indire lo sciopero, che fa seguito alle brevi astensioni dal lavoro che si sono susseguite già nei mesi di maggio, giugno e settembre, è stato il sindacato dei Verdi, un vero e proprio colosso, in Germania, che non ha esitato a passare alle vie di fatto per sostenere la richiesta di un salario più alto e di migliori condizioni di lavoro.

La denuncia della cattiva situazione dei dipendenti di molte aziende era già stata sottolineata nei giorni scorsi dall’esperto del mercato del lavoro teutonico Johannes Jakob, che aveva denunciato come il personale addetto alla manodopera in diverse aziende fosse spesso assunto con contratti a tempo determinato, retribuito con salari minimi e scelto, il più delle volte, al di fuori dei confini della Germania.

Più nello specifico, il sindacato chiede, per i lavoratori di Amazon, che il loto salario sia equiparato a quello dell’accordo raggiunto per il comparto postale tedesco e non di quello del settore logistica, attualmente in uso in azienda.

Amazon, da parte sua, ha sempre rispedito al mittente le richieste , sottolineando come proprio nei due siti in cui è partito lo sciopero i dipendenti ricevano retribuzioni più alte rispetto alla media del settore. Unitamente alla risposta verso i propri problemi interni, da Amazon hanno subito tenuto a far sapere che l’agitazione non comporterà nessun ritardo nella spedizione e nella consegna dei prodotti in un periodo dell’anno così cruciale.

Ma il responsabile della logistica per la Germania, Dave Clark ha rinforzato la presa di posizione di Amazon nei confronti dei lavoratori che si ribellano per il duro lavoro, con una frase piuttosto sibillina e che certo non è piaciuta ai dipendenti: l’azienda non scenda a patti con chi minaccia di rovinare il Natale ai bambini tedeschi.

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