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18 Dec

Usa: la Corte Suprema dice sì alle nozze gay

Marina Ferro - 27 giugno 2013
27 giugno 2013
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Il matrimonio gay è stato riconosciuto in tutti gli Stati Uniti; i diritti delle coppie gay sposate saranno riconosciuti in tutto il Paese. Lo ha deciso la Corte Suprema, bocciando il "Defence Marriage Act" (DOMA): una legge federale del 1996 che lasciava discrezione ai singoli stati americani sul riconoscimento delle unioni gay.

La nuova, storica, sentenza è il frutto di due ricorsi: il primo, presentato a New York da Edith Windsor, una donna lesbica sposata che chiedeva pieno riconoscimento, a livello federale, dei suoi diritti. Il secondo invece in California, con l'espressa richiesta dell'abrogazione del Proposition 8, che negava il diritto al matrimonio gay nello stato. Certo, i singoli stati possono ancora decidere se permettere a due uomini o due donne di sposarsi sul proprio territorio, ma non possono negare loro tutti i diritti che dal matrimonio derivano.

La notizia, attesa da milioni di Americani, nonostante il parere contrario degli ambienti ecclesiastici e conservatori, è stata accolta con un boato e con festeggiamenti senza fine. Il sindaco di New York, Michael Bloomberg, applaudendo la decisione, ha commentato: "La nostra storia è definita dall'allargamento dell'uguaglianza per tutti e la corte ci ha portato un passo più vicini".

E cosa ne pensa il presidente? La decisione di abrogare il DOMA è per lui: "Uno storico passo verso l'uguaglianza". E chiude il discorso con la sua solita verve comunicativa e un nuovo hashtag: "#LoveIsLove".

[foto: ansa.it]

Marina Ferro

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