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12 Dec

Addio alla tassa sugli abbonamenti dei cellulari? Dovremo dire grazie alla Lega

LaRedazione
7 agosto 2013
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La crisi economica che si sta vivendo in questo periodo talvolta risulta essere troppo devastante: licenziamenti, aumenti delle tasse e aumenti dei prezzi non fanno altro che complicare ulteriormente l’esistenza di chi non naviga in buone acque dal punto di vista economico.

Spesso però, quando la situazione pare diventare impossibile da sostenere, i gruppi del Parlamento riescono a proporre certi colpi di genio che potrebbero permettere a tutti di poter respirare e di non doversi preoccupare troppo della crisi: pare infatti che la Lega voglia abolire la tassa sugli abbonamenti dei cellulari.
Questa notizia, che deve ancora essere confermata del tutto, e deve divenire ovviamente attiva, da un barlume di speranza ed una boccata d’aria a coloro che purtroppo vengono, giorno dopo giorno, sottomessi sempre di più dalla crisi economica.
Ma che cos’è la tassa sugli abbonamenti e a quanto ammonta il suo importo?
La tassa di concessione governativa, ovvero la tassa che grava sugli abbonamenti dei cellulari, nasce nel lontano 1995, e pertanto è attiva da diciotto anni, ed il suo importo è variabile: coloro che faranno un utilizzo privato del cellulare pagheranno cinque euro di tassa, mentre chi utilizza il cellulare prevalentemente per motivi di lavoro dovrà pagare dodici euro di tassa.
Le motivazioni che hanno spinto coloro che vestono la camicia verde, ovvero quelli della Lega, sono tantissime: la prima pare sia per fare una sorta di sgarro al governo Letta, poiché i suoi maggiori esponenti più e più volte si sono dimostrati contrari all’abolizione di questa tassa.

Una seconda motivazione invece è da ricercarsi nel fatto che i leghisti ritengono veramente inutile quest’imposta: il telefonino infatti, secondo quanto detto da alcuni esponenti verdi, non deve essere più visto come oggetto di lusso, ma bensì come un oggetto essenziale, sopratutto per coloro che lavorano costantemente proprio col telefonino.
Negli scorsi giorni quindi c’è stata una votazione in Parlamento, ed i risultati sono eloquenti: cento cinquanta hanno votato per l’abolizione della tassa, cento dieci hanno votato per mantenerla mentre circa settanta parlamentari si sono astenuti, risultati che fanno capire che ci sarà un lungo dibattito sul da farsi nei confronti di questa tassa.
I leghisti comunque hanno proposto anche altri tagli generali, come ad esempio la riduzione di un terzo dell’importo della multa per coloro che decideranno di pagare la sanzione in tempi brevissimi.
Resta solo un grande quesito: la tassa probabilmente verrà abolita, ma verrà sostituita da una nuova forse maggiore rispetto quella sugli abbonamenti dei cellulari?
Per rispondere alla domanda bisognerà aspettare, sperando come sempre che la tattica usata dai parlamentari non sia la solita, ovvero abolire una tassa per crearne una nuova.

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