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13 Dec

Bankitalia, calano i prestiti a famiglie e imprese

La Redazione
12 novembre 2013
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Bankitalia effettua periodicamente un quadro della situazione economica e finanziaria del Bel Paese e nell’ultimo rapporto è emerso che nel mese di settembre si è assistito a una frenata della caduta dei prestiti bancari, che si sono stabilizzati su un deficit del 3,5%, un dato rimasto pressoché invariato rispetto a quello fatto registrare nel precedente mese di agosto e che, nonostante il deficit, rappresenta una buona notizia perché si tratta del primo dato statico dopo sei mesi ininterrotti di continua discesa del dato sui prestiti alle famiglie e alle imprese.

Questo dato fa però da contraltare a una conseguente risalita del tassi di interesse su i prestiti, che è andato ad incidere soprattutto su quelli erogati alle famiglie per l’acquisto della prima casa: si è passati da un tasso del 3,93% di agosto a un tasso del 3,97% a settembre; potrebbe sembrare una variazione di non molta importanza, ristretta allo 0,04%, ma se contestualizzata su valori monetari elevati, trattasi di una variazione che incide notevolmente sul costo finale del denaro imprestato dalla banca.
Se invece si prendono in considerazione i prestiti che sono stati erogati per per il credito al consumo, si osserva una variazione ancora più significativa anche se in controtendenza, perché si è passati dal 9,64% fatto registrare ad agosto al 9,52% di settembre.
Stesso trend al ribasso è stato fatto segnare per i prestiti erogati alle società cosiddette non finanziarie che hanno richiesto importi non superiori al milione di euro, perché in questo caso il gap è stato del -0,16%, passando dai 4,50 punti percentuali di agosto ai 4,36 punti percentuali fissati per settembre.

Facendo un quadro della situazione appare evidente come chi sia stato maggiormente svantaggiato dalle variazioni siano state le famiglie e i privati, che hanno visto il costo del denaro salire al contrario delle imprese che invece a settembre hanno potuto contare su un costo di gran lunga più conveniente rispetto a quello di agosto.
Una situazione che sembra essersi comunque pressoché stabilizzata, anche se per ottobre si prevede un peggioramento della situazione anche per il calo dell’entusiasmo nei mercato finanziari dopo alcune dichiarazioni contrastanti degli organi di controllo e di governo, che hanno messo in dubbio le possibilità di crescita economica del Paese a partire dall’anno che verrà, rinviando di ulteriori 12 mesi l’uscita dalla crisi che ormai attanaglia l’Italia da oltre otto anni e che sta lentamente erodendo il patrimonio industriale e il potere d’acquisto delle famiglie, con conseguente riduzione dei consumi.
Il calo dei prestiti alle famiglie e alle imprese deve essere inserito in questo contesto, dove sono cambiate le priorità e dunque si aspetta il prossimo rapporto di Bankitalia per capire e fare previsioni sul futuro del nostro Paese.

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