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13 Dec

Forex, euro in rialzo su dollaro e yen

La Redazione
11 novembre 2013
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Negli ultimi giorni, si è assistito ad un rialzo dell’euro sulle principali valute concorrenti, soprattutto dollaro e yen. Un fenomeno che è stato particolarmente evidente nel periodo che ha preceduto il meeting della Bce, poi sfociato nella decisione di abbassare di un quarto di punto il tasso di riferimento.

A soffiare con grande forza sulle vele della moneta unica europea, sono state non solo le affermazioni di Mario Draghi in base alle quali l’economia della cosiddetta eurozona va stabilizzandosi e rafforzandosi, lasciando intravedere spiragli di una imminente ripresa, ma anche il dato proveniente dalla Germania, in base al quale gli ordini industriali sarebbero cresciuti di un consistente 3,8% nel mese di giugno, contrariamente alle previsioni degli analisti, secondo i quali l’avanzata si sarebbe dovuta fermare ad un punto percentuale.
Un dato che conferma perciò le previsioni di mario Draghi, il quale ha comunque tenuto a precisare che un certo freno alla possibile ripresa continua ad essere quello relativo al credito a imprese e famiglie, un canale che ormai da tempo trova decisi ostacoli da parte di un sistema bancario troppo chiuso in sé stesso.
Va inoltre ricordato che al buon andamento dell’euro, concorre anche la debolezza del dollaro, testimoniata nei giorni passati non solo dal comportamento verso la moneta unica e nei confronti dello yen, ma anche dal vistoso cedimento verso il dollaro australiano, dopo che la banca centrale di Sidney ha provveduto al taglio del tasso di riferimento, che si è perciò attestato al livello del 2,5%, il più basso della storia.

La debolezza del dollaro va anche considerata come il risultato delle voci che continuano a rincorrersi su una possibile anticipazione della fine agli aiuti della Fed all’economia americana. Un anticipo che deriverebbe dal buon andamento dell’economia a stelle e strisce messo in evidenza dagli ultimi dati macroeconomici e di cui si parla ormai da molto tempo.
Va comunque messo in risalto come nelle ultime ore i dati sulla crescita americana, testimoniati dall’aumento di posti di lavoro superiore a quanto preventivato dagli analisti (204mila nel mese di ottobre) stanno mettendo in secondo piano anche le voci sulle possibili decisioni della Fed sugli stimoli economici, con un dollaro che recupera sullo yen, spingendolo verso quota 99.
Resta comunque da vedere quanto durerà il buon momento, del tutto provvisorio, del biglietto verde, anche in considerazione dei dati provenienti dalla Cina, ove l’inflazione ha toccato il massimo livello da otto mesi a questa parte. Un dato cui fanno da contraltare proprio i report sull’Europa, in particolare quelli che mettono in evidenza i timori di una possibile deflazione, dando vita ad un bipolarismo che potrebbe presto essere sciolto.

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