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Imu sulle prime case solo a partire da 150 mq. Solo un’ipotesi?

LaRedazione - 23 luglio 2013
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23 luglio 2013
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Ormai l’Imu, diciamocelo, è diventato l’argomento del giorno. Non c’è telegiornale che non ne parli, ogni giorno si contano a decine gli articoli dedicati a questa imposta municipale divenuta ormai una croce da portare per tanti italiani ridotti sul lastrico, e i dibattiti nei forum internettiani si aprono ogni ora. Detto questo parliamo della novità di queste ore, che aggiunge un nuovo tassello al mosaico Imu, e che vedrà coinvolti i proprietari di quelle case che, da 150 metri quadrati e comprendenti almeno dieci vani, dovranno pagare l’imposta.

Ma questa è un’ipotesi oppure concreta realtà? Cominciamo col dire che l’uso del perché è quanto mai necessario poiché questa nuova normativa è ancora in fase di valutazione. Niente è ancora certo ma, come in precedenza annunciato da Casaleggio, leader fondatore insieme a Grillo del Movimento 5 Stelle, si prospetta per gli italiani un autunno davvero caldo.

L’Imu, dunque, andrebbe esteso a quelli che possiedono un appartamento di centocinquanta metri quadrati: sarebbe questa la nuova ipotesi proposta dal ministro dell’economia Saccomanni che prevede di andare a colpire quelle abitazioni che, molto spesso, sfuggono ai controlli catastali, quelle case situate nei centri storici, oppure rustici di lusso che, secondo il nostro censimento, risultano ancora essere case popolari o ultra popolari. La proposta del ministro Saccomanni è sotto l’attenta analisi di membri del governo come Renato Brunetta del Pdl, Matteo Colaninno del Pd e Linda Lanzilotta di Scelta Civica che la stanno valutando.

Una situazione però che può presto scoppiare in polemica, perché quando si parla d’Imu la contestazione è dietro l’angolo e flotte d’italiani armati di metro misureranno le loro abitazioni sperando che non corrispondano ai fantomatici centocinquanta metri quadrati. Intanto le due maggioranze di governo sostengono da sempre le loro proposte: se da un lato il Pdl punta all’abolizione di questa imposta, il Pd vorrebbe portare le detrazioni fino a cinquecento euro andando a esentare, di fatto, l’85 % dei contribuenti e lasciando questa imposta soltanto ai ricchi.

Le parti politiche, dal canto loro, fanno sapere di essere comunque su una strada per un accordo: entro agosto si dovrà votare un testo che riformi l’Imu e che sia attuabile nel 2014, mentre a fine anno si dovrà votare per l’abolizione, totale o in parte, dell’imposta stessa. A margine diciamo che, indipendentemente da quale disegno di legge sarà approvato, da quale sarà la nuova manovra economica riguardante l’Imu, siamo quasi certi che non sarà soltanto l’autunno a essere caldo ma anche l’inverno e forse la primavera: un clima economico, purtroppo, quanto mai lontano dal trovare un po’ di refrigerio.

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