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Mutui tasso fisso o variabile? Guida alla scelta

La Redazione
31 ottobre 2013
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Il mutuo a tasso fisso è caratterizzato da una rata fissa e quindi da un piano di ammortamento certo ovvero fin dall’inizio chi stipula sa quanto dovrà versare per estinguere lo stesso. Il tasso di interesse su cui è calcolato è l’indice eurirs a cui viene applicato dalle banche lo spread, ovvero il tasso di guadagno per la banca.

Il mutuo a tasso variabile è caratterizzato invece da un importo finale che all’inizio non è certo , l’indice di riferimento è l’euribor. Questo tipo di mutuo può essere a rata flessibile e quindi di volta in volta possiamo ritrovarci una rata più elevata o più bassa in base all’andamento, occorre però ricordare che il tasso di interesse viene applicato sempre al residuo e questo tende a conferire una certa stabilità alla rata. In alcuni casi però possiamo anche avere una rata costante e questo vuol dire che potrà variare il numero totale di rate da pagare in base all’andamento del mercato.
Quando conviene stipulare il mutuo a tasso fisso?
Il mutuo a tasso fisso è conveniente quando l’eurirs è basso perché questo porta ad avere un piano di ammortamento certo e allo stesso tempo ripara da influenze negative del mercato, in pratica quando la rata iniziale del fisso è simile, o poco più alta rispetto, alla rata iniziale del variabile, di sicuro conviene il fisso, soprattutto se l’indice è talmente basso che vi è poco spazio per un’ulteriore diminuzione e molto invece per un aumento che porterebbe il variabile a raggiungere somme elevate. Il variabile può essere preferibile se viene fissato un tetto massimo al tasso di interesse.

Ci sono altri elementi da valutare?
La risposta è certamente affermativa, occorre valutare lo spread perché in momenti in cui il tasso eurirs era particolarmente basso, la maggior parte degli istituti bancari ha deciso di aumentare lo spread e in questo modo ha quasi del tutto annullato il vantaggio del fisso rispetto al variabile. Questa tendenza sta però venendo meno nell’ultimo periodo e molti istituti di credito ed intermediari finanziari stanno abbassando lo spread, quando lo stesso è vicino al 3% può essere conveniente il mutuo a tasso fisso.
C’è altro da considerare? Certamente, non lasciatevi ingannare dal TAN, tasso annuale netto, molte banche infatti tendono ad abbassarlo ma poi hanno delle spese istruttorie e delle commissioni da pagare elevate e questo porta il TAEG, tasso annuale effettivo globale, ad aumentare. In pratica di fronte a due mutui con identico TAN, la cosa da comparare per valutare il risparmio è il TAEG.
Ecco una semplice guida per scegliere tra mutui a tasso fisso e variabile.

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