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11 Dec

Obbligazioni bancarie: nel 2014 a rischio

La Redazione
6 novembre 2013
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Secondo le indiscrezioni riportate da alcuni organi di stampa, Mario Draghi, il presidente della BCE, avrebbe chiesto alla Commissione Europea di varare una rete di protezione dedicata agli obbligazionisti degli istituti bancari.

Tra le prove di questa affermazione ci sarebbe una missiva inviata dalla stesso Draghi ai vertici della comunità, contenente appunto le richieste.
Va ricordato a tal proposito che dal prossimo anno, la sorveglianza sui maggiori gruppi bancari continentali passerà di fatto alla banca centrale, con il varo di stress test per gli istituti finanziari. Le banche che non dovessero riuscire a superare le prove risultando meno solide del necessario, dovranno sottomettersi a misure di risanamento, in particolare tramite consistenti aumenti di capitale. Una circostanza tale da comportare gravi problemi soprattutto per le banche dei paesi mediterranei, ove la scarsa liquidità potrebbe riverberarsi in maniera drammatica.
Proprio questa considerazione ha spinto Draghi ad esprimere i suoi timori. L’ipotesi di ristrutturazioni lunghe e complesse degli istituti bancari continentali, potrebbe far insorgere il grave rischio di una vera e propria fuga di massa dai bond bancari attualmente presenti sui mercati. Una fuga che vedrebbe protagonisti gli obbligazionisti delle banche, i quali potrebbero decidere di vendere i titoli attualmente detenuti nel loro portafogli, provocando come corollario una fase di instabilità del sistema dalle proporzioni drammatiche.

Tra coloro che rischiano maggiormente, vanno ricordati i possessori dei bond subordinati, titoli emessi in larga quantità dagli istituti bancari i quali in caso di fallimento del soggetto che li ha emessi vengono penalizzati nei confronti delle obbligazioni ordinarie. In pratica, i soldi che sono stati riversati sui titoli subordinati. vengono rimborsati solo una volta soddisfatte le esigenze di tutti gli altri debitori della banca fallita.
Uno scenario che ha consigliato il presidente della BCE ad avanzare l’ipotesi di un paracadute dedicato espressamente ai detentori di bond, con un sistema in grado di proteggere il capitale di investimento almeno per la fase che vedrà decollare l’unione bancaria, ed in via del tutto provvisoria.
Tra i paesi maggiormente interessati c’è proprio l’Italia. In base ai calcoli elaborati da Banca d’Italia, sono ben 370 i miliardi di euro detenuti sotto tale forma da cittadini del nostro paese, contro 180 di titoli del Tesoro. Inoltre sono tredici le banche tricolori che ricadrebbero sotto la vigilanza della BCE, coi pericoli connessi. Una circostanza che ha spinto Draghi a spingersi in un atto che secondo molti osservatori lo ha portato fuori dai paletti super partes imposti dal suo ruolo.

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