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Pensione integrativa: esiste una guida per scegliere bene?

La Redazione - 6 novembre 2013
La Redazione
6 novembre 2013
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Nel corso degli ultimi anni ed in particolare con l’entrata in vigore della Riforma Fornero contenuta nel cosiddetto decreto Salva Italia, il sistema pensionistico nazionale ha subito uno storico cambiamento. L’età di approdo alla tanta agognata pensione è stata allungata nel tempo sia per ragioni legate all’indiscutibile aumento dell’aspettativa di vita e sia per dare equilibrio da un punto di vista economico ad un sistema che altrimenti sarebbe andato in default in futuro abbastanza prossimo.

Il succo del discorso è che la pensione è diventata rispetto al passato, meno vantaggiosa per il contribuente anche per quanto concerne l’importo mensile ed in alcuni casi potrebbe non essere sufficiente a soddisfare tutte le necessità quotidiane. In ragione di ciò, sono sempre di più gli italiani che si rivolgono a società che offrono le cosiddette pensioni integrative. In pratica, versando una cifra mensile concordata, nel momento in cui si va in pensione si potrà contare sull’importo stabilito dal sistema previdenziale statale ed in aggiunta di quello dovuto alla pensione di integrazione. Sono davvero diverse le offerte di pensioni integrative presenti sul mercato e quindi non sempre è facilissimo accedere a quella che più di tutte, soddisfi le proprie necessità. Per effettuare in maniera opportuna questa importante scelta occorre effettuare delle considerazioni. Il primo passo è quello di capire l’entità della pensione integrativa di cui mensilmente si dovrebbe aver bisogno. Per fare ciò si deve prima valutare quale sia grosso modo l’importo della pensione di cui disporrà in futuro.

Per farlo, è sufficiente usufruire del sito web dell’INPS, effettuare il login e quindi selezionare nel servizio di Estratto Conto Integrato il Calcolo della Pensione. Fatto ciò, si valuta la pensione integrativa mensile di cui si necessita facendo una semplice differenza tra l’importo desiderato e quello della pensione Inps. Ovviamente il tutto deve combaciare con la quota massima che ogni mese si vuole versare per il fondo integrativo a cui comunque va sommata parte del TFR eventualmente. Gli ultimi due aspetti su cui occorre fare molta attenzione riguardano la tipologia della pensione integrativa. In primis, è necessario capire se puntare su un investimento di tipo azionario ed ossia acquistando azioni del fondo oppure se puntare su un investimento di tipo obbligazionario ed ossia con un determinato interesse che viene fissato a priori e che non subisce le fluttuazioni dei mercati finanziari. Infine, l’ultimo aspetto riguarda la scelta della modalità di liquidazione ed ossia se scegliere per una di tipo vitalizia oppure quella detta di durata certa. Ovviamente le differenze sono piuttosto evidenti e sostanziali in quanto solitamente le seconde hanno una durata meno importante ma un importo mensile più cospicuo. Una volta valutato questi semplici punti, non resta che optare per la pensione integrativa che li soddisfa maggiormente.

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