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Pensione integrativa: fondi pensione aperti o chiusi? Qual è la differenza?

La Redazione - 5 novembre 2013
La Redazione
5 novembre 2013
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I fondi pensione nascono per far in modo di mantenere il proprio tenore di vita anche quando si andrà in pensione, essi trovano sempre più spazio perché le ultime riforme comportano una perdita di reddito netta tra il periodo lavorativo e il periodo in cui si è in pensione.
Ma vediamo nel concreto, quali sono i fondi aperti e quali i chiusi e che differenza c’è tra i due?

Per quanti riguarda i fondi chiusi, anche denominati fondi negoziali, sono costituiti con accordi tra lavoratori e datori di lavoro, è la legge a stabilire quali soggetti sono autorizzati a costituirli, chi sono costoro? In primo luogo si tratta di gruppi o categorie di lavoro omogenei, ne sono un esempio il fondo Cometa dei metalmeccanici ed il fondo Fonchim dei chimici.  I fondi pensione possono essere istituiti anche dai lavoratori di un’impresa o gruppo di imprese. Gli organi di amministrazione degli stessi sono formati per metà dai lavoratori stessi e dall’altra metà dai rappresentanti dei datori di lavoro. Per lo svolgimento di alcune attività di gestione però i fondi pensione chiusi vengono affidati ad organismi esterni specializzati come ad esempio compagnie di assicurazione. Nella maggior parte dei casi quando si aderisce al fondo chiuso i versamenti vengono effettuati con la quota del TFR.

Passiamo ora ai fondi aperti, da cosa sono caratterizzati? Questi fondi sono istituiti da banche, compagnie di assicurazione, società di intermediazione (sim) e società di gestione di risparmio e quindi manca l’accordo tra lavoratori e datori di lavoro, gli stessi poi vengono collocati sul mercato e chi vuole può accedervi. Cambiano rispetto ai primi i destinatari o beneficiari perché in questo caso sono lavoratori autonomi, professionisti, soggetti che in genere non possono accedere ai fondi chiusi o che comunque non vogliono avvalersene. Vi è in questo settore ampia possibilità di scelta e quindi si può ricercare il fondo che più si ritiene idoneo alle proprie esigenze.

In entrambi i casi i fondi versati vengono investiti e quindi il trattamento pensionistico complementare successivo dipenderà, oltre che dall’ammontare versato e dalla permanenza, anche dall’andamento degli investimenti effettuati. Vi sono norme per tutelare i lavoratori da investimenti errati? La legge stabilisce delle quote che obbligano chi gestisce i fondi a diversificare gli investimenti e questa è una forma di tutela rilevante. Un’ulteriore garanzia è data dalla vigilanza del COVIP (commissione di vigilanza sui fondi pensione) su entrambi i tipi di fondo, la stessa deve approvarne il regolamento e vigilare sull’attività di investimento.
Pensione integrativa: queste le principali differenze tra fondi aperti e fondi chiusi.

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