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Falsi invalidi, numeri e cifre da capogiro

LaRedazione - 23 agosto 2013
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23 agosto 2013
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Numeri e cifre da capogiro sul problema dei falsi invalidi: la Guardia di Finanza in questi giorni ha messo a punto dei dossier che stanno rendendo l’idea sulle reali dimensioni delle frodi fiscali e del fenomeno dell’evasione in Italia. Qualche giorno fa era toccato al mondo del lavoro essere messo sotto i raggi x dalle Fiamme Gialle. Individuati durante  l’operazione circa cinquemila evasori totali tra medi e piccoli imprenditori, che avevano a loro volta creato circa diciannovemila posizioni di lavoro dipendente irregolare solamente nel primo semestre dell’anno in corso.

Stavolta, ad essere passata sotto la lente di ingrandimento della Guardia di Finanza è stata la tematica dei falsi invalidi, da sempre una tematica scottante e tutta italiana, che secondo le ultime rilevazioni ha ormai toccato cifre e dimensioni da capogiro. La finanza infatti nei primi sei mesi del 2013 ha messo in atto ben dodicimilacinquecento interventi di controllo per la spesa pubblica, mettendo in luce l’esistenza di tremilacentosessanta falsi invalidi, oppure persone che hanno dichiarato di ritrovarsi in situazioni d’indigenza non reali, ricevendo dunque in maniera illecita pensioni d’invalidità civile oppure sussidi di povertà. Una situazione che ha portato allo spreco di circa un miliardo e mezzo di denaro pubblico, cifra segnalata dalla Guardia di Finanza alla Corte dei Conti. Nell’ambito di queste operazioni, sono stati messi in atto anche cinquantuno arresti per frode e appropriazione illecita di denaro pubblico.

Le irregolarità accertate riguardano vari forme di sovvenzioni statali distribuite ai privati cittadini, dall’esenzione dal pagamento del ticket sanitario, fino alle agevolazioni per l’istruzione pubblica, riguardanti esenzioni dalle tasse scolastiche o universitarie, oppure l’erogazione di buoni spesa per l’acquisto di libri e materiale scolastico. Ma lo spreco di denaro pubblico si estende anche all’erogazione di illegittimi sostegni previdenziali, come assegni di maternità o familiari a persone prive dei reali requisiti, fino ad oltre cinquemila lavoratori del settore agricolo che hanno ricevuto indennità e sussidi di disoccupazione ai quali in realtà non avevano diritto. Una serie di controlli a tappeto che hanno di fatto portato la Finanza a rilevare irregolarità in oltre metà dei soggetti sottoposti a verifica, e che fanno tornare prepotentemente alla luce il problema delle frodi ai danni dello stato e dello sperpero di denaro pubblico, in un momento di gravissima crisi economica che vede lo Stato sempre più a corto di idee per reperire le risorse necessarie per offrire i dovuti servizi ai cittadini.

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