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18 Dec

Fenomeno Femen: il corpo delle donne come strumento di lotta

Gianfranco Mingione - 10 aprile 2013
Gianfranco Mingione
10 aprile 2013
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Dall’Ucraina con furore. Il movimento è nato nel 2008 in Ucraina, che un tempo si costituiva come la più ricca e popolata delle ex repubbliche sovietiche, definita anche come il “granaio dell’Urss" Tra gli obiettivi delle Femen vi sono: la lotta contro il turismo sessuale, le discriminazioni di genere e quelle sociali più in generale. Le attiviste sono note per le loro performance corporee, vere azioni simboliche di lotta espressiva attuata con il corpo.

Il corpo come strumento di lotta. La condizione della donna, come quella di altri soggetti deboli, è ancora oggi soggetta a forti disuguaglianze a seconda del Paese in cui ci si trova. Il movimento utilizza il corpo come strumento e materia di comunicazione sociale per attuare la ribellione contro delitti legati al sessismo, alla cultura maschilista e machista, con vere e proprie scritte che ricoprono il seno e la schiena. Questa parte del corpo diviene un banner di comunicazione sociale agguerrita.

Messaggi stile twitter per un feedback simultaneo. Nella comunicazione odierna la cross medialità incrocia e integra strumenti e messaggi, li adatta e li fa correre alla velocità del web in ogni parte del mondo, superando anche le censure più strette. L’era buia è finita; le Femen lo sanno molto bene e sfruttano l’idea di un messaggio semplice, diretto, tatuato a caratteri grandi e neri sul proprio seno e la propria schiena. In perfetto stile twitter, spesso proprio per il tipo di cultura a cui appartiene il soggetto, sono molto graditi dal bersaglio contro il quale sono scagliati i messaggi, come nel caso del presidente e leader russo, Vladimir Putin. Le attiviste, in occasione della fiera di Hannover, l’8 aprile scorso, lo hanno letteralmente definito “dittatore” e mandato a quel paese ma lui, a quanto pare, sembra aver gradito: “La protesta delle donne nude ad Hannover? Mi è piaciuta e credo che darà più visibilità alla fiera di Hannover. Non ci vedo niente di male, ma sarebbe meglio non disturbare l’ordine pubblico”. Molti non vedono bene tale esposizione a seno nudo, la criticano, mentre le Femen spiegano che la loro non è voglia di esibizionismo bensì un modo per attirare l’attenzione dei mass media.

Il buio oltre il seno? E’ sufficiente scrivere un messaggio sul seno per cambiare il mondo? Chi e cosa c’è dietro la loro protesta? In molti criticano la nudità come strumento di lotta politica e chiedono alle Femen di andare oltre, di esprimere idee e proposte di cambiamento. C’è anche chi, dalle pagine del giornale francese Le Matin, parla di un'eminenza grigia maschile a capo del movimento.  Il deus ex machina sarebbe Viktor Sviatski, nonostante non compaia mai nelle azioni messe in campo dalle attiviste. La leader del movimento, Anna Houtsol, lo definisce come un amico.

Sarà vero o sono solo critiche per affondare la loro protesta? Non potrebbe essere anche questo un modo per manifestare un dissenso, anche senza diventare a tutti i costi una forza politica (sebbene ci abbiano provato nel 2010)?

[foto: krivenko / Shutterstock.com]

Gianfranco Mingione

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