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17 Dec

Addio Imu. Benvenuta Service Tax?

LaRedazione - 29 agosto 2013
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29 agosto 2013
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L’IMU, la tassa più odiata dagli italiani, che per il Pdl e Silvio Berlusconi era al primo posto del programma elettorale, e che tutte le altre forze politiche, con vari distinguo, avevano dichiarato di voler abolire, si avvia finalmente alla pensione. A stabilirlo è stato il Consiglio dei Ministri di ieri, che ne ha decretato la cancellazione, sia per la rata di settembre che per quella di dicembre, e la sua contemporanea sostituzione con la nuova service tax, che a partire dal 2014 dovrà servire a recuperare le risorse necessarie per i servizi dei comuni, della quale ancora si parla in modo vago, senza indicazioni sul come e sul quanto sarà prelevato dalle tasche dei contribuenti italiani.

Il decreto che è stato varato nella riunione di ieri comprende anche altre misure a favore dei cassaintegrati e degli esodati, con lo sblocco di risorse per un importo pari a tre miliardi di euro, ma la materia principale della quale si è discusso, talvolta anche alzando i toni è stata l’IMU. In dettaglio per quanto riguarda la tassa sulle proprietà immobiliari, con il decreto la si abolisce fino al prossimo anno, per le fasce che erano già state esentate dal pagamento della prima rata del mese di giugno e che comprendono sia le abitazioni principali, dove il cittadino ha la propria residenza, case rurali e terreni agricoli. Per le rate mancanti si procederà a mezzo di un secondo decreto, che sarà emesso nel prossimo autunno.

Una buona notizia anche per i contribuenti che possiedono abitazioni o magazzini sfitti o invenduti, che si vedono già cancellare tutta la tassa, ma vedranno ritornare l’Irpef, che sarà comunque ridotta del 50%, con una tassazione che sarà comunque minore di quella prevista con l’IMU. Per recuperare le risorse necessarie si è sbloccata una ulteriore tranche di pagamenti alle imprese da parte della Pubblica Amministrazione, che garantirà al fisco un gettito IVA, e ad una sanatoria sulle multe comminate alle slot machines, che garantirebbe, secondo i contabili del ministero dell’Economia, circa 700 milioni di euro. Gli esclusi da questa cancellazione sono i proprietari che hanno già pagato la rata di giugno e che dovranno farlo anche per quella di dicembre, cioè chi possiede un edificio che rientra nella categoria di quelli di lusso. Alla decisione del governo hanno fatto seguito le reazioni dei partiti e dei sindacati. Tra le forze politiche le più critiche sono il M5S e Scelta Civica. Per quanto riguarda la prossima service tax, c’è preoccupazione nel sindacato degli inquilini, in quanto la nuova imposta potrebbe colpire anche loro e non solo i proprietari, aggravando così la situazione che vede già molti sfratti per morosità. Archiviata la questione IMU, il prossimo argomento sul tavolo sarà l’IVA, della quale è previsto ad ottobre l’aumento dal 21% al 22%.

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