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11 Dec

Evasione fiscale, scoperti 5 mila evasori e 19 mila lavoratori irregolari

LaRedazione
20 agosto 2013
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Evasione fiscale, cinquemila evasori e diciannovemila lavoratori irregolari scoperti dalla Guardia di Finanza: è questo l’esito della maxi – indagine portata avanti dalle Fiamme Gialle, che ha portato alla luce l’esistenza di quasi cinquemila tra imprenditori e liberi professionisti capaci di nascondere redditi che complessivamente ammontano a diciassette miliardi e mezzo di euro. Dati impressionanti, relativi al primo semestre dell’anno in corso, e che soprattutto riguardano anche una moltitudine di lavoratori alle dipendenze di questi evasori, stimabili intorno alle diciannovemila unità, tutti assunti in maniera irregolare, senza il versamento di imposte, contributi, assicurazione e quant’altro.

Si tratta di un’operazione che mette senz’altro in luce l’annoso problema dell’evasione fiscale in Italia: in un momento storico in cui la crisi economica stringe sempre più la sua morsa sul paese, e in cui il Governo fatica a individuare misure che possano allentare la grande pressione fiscale che pesa sui contribuenti onesti, la notizia che il fenomeno dell’evasioni si fa sempre più esteso, ed è capace quindi di far registrare cifre impressionanti, fa sicuramente scalpore. Nell’illustrare i dettagli dell’operazione, la Guardia di Finanza ha voluto sottolineare come i cinquemila indagati fossero di fatto evasori totali, ovvero soggetti la cui esistenza era totalmente sconosciuta al fisco.

Per quasi duemila degli indagati è scattata immediatamente la denuncia relativa all’omissione della denuncia dei redditi, ma i reati contestati sono tanti: gli evasori spesso riuscivano ad eludere i controlli del fisco intestando beni e società a terze persone o prestanome. Un fenomeno che come detto va a ripercuotersi con forza anche su quello del lavoro nero, considerando che nell’ambito dell’indagine le Fiamme Gialle hanno evidenziato l’esistenza di oltre diciannovemila rapporti di lavoro irregolari, dei quali quasi diecimila completamente in nero, senza nessun accordo di lavoro formale di nessun tipo. Assunzioni in nero che riguardano ben oltre tremila datori di lavoro, e che vanno a coinvolgere anche la persistenza del fenomeno del caporalato, ingaggi alla giornata e svolgimento delle mansioni lavorative a scapito anche delle più elementari norme di sicurezza, oltre che naturalmente in elusione a quelli che sono i regolari regimi fiscali e contributivi. Insomma, l’economia sommersa continua ad essere un problema pesantissimo non solo per le casse dello stato, ma anche per quella che è la schiera di contribuenti onesti che si vedono impossibilitati ad avere un alleggerimento della pressione fiscale, a causa dei continui mancati introiti derivati dall’evasione sempre più dilagante.

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