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Scopriamo la Service Tax, la mega tassa che potrebbe sostituire l’Imu

LaRedazione - 31 luglio 2013
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31 luglio 2013
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La Service Tax è una delle possibili misure che riguardano la riforma della tassazione immobiliare, di cui si sta parlando sempre più spesso e sempre con più apprensione.

Tutti gli esperti del Pd stanno in questo momento lavorando per sciogliere il nodo delle tasse, a cominciare dalla tanta odiata Imu.
La soluzione più probabile sembra quella di accorpare tutte le tasse sugli immobili in una Service tax, detta Ics (imposta di casa e servizio).
Viene definita una mega tassa, ma nei dettagli di cosa si tratta?
Scopriamolo insieme.

La Service Tax è un tributo, già in uso in altri Paesi europei come la Gran Bretagna, che dovrebbe accorpare tutti insieme l’Imu, la Tares e i servizi indivisibili (ovvero l’illuminazione pubblica, i marciapiedi ecc…).
Novità che verrebbe dall’introduzione della Ics, è la cancellazione dell’addizionale comunale Irpef. Questa mossa comporta un sospiro di sollievo per le tasche dei dipendenti, che verrebbero alleggerite a scapito delle tasche dei proprietari di beni extra lusso con immobili dal valore catastale superiore al milione e mezzo di euro.
La Ics dunque non è altro che una micro-patrimoniale con un’addizionale dell’1,5% del valore catastale.
Il costo della manovra è di circa 2,5 miliardi di euro.

Come si calcola?
La Service tax mantiene come base imponibile la rendita catastale, ma prevede sconti per gli immobili che si trovano nelle zone più periferiche delle città. Inoltre alla base imponibile potrebbero essere applicate altre detrazioni simili a quelle che attualmente vengono applicate all’Imu, come ad esempio quelle per i figli a carico.

Chi paga la Service Tax?
Ma dato che l’Imu è dovuta dai proprietari degli immobili e la Tares dagli inquilini, chi è che deve pagare?
E’ qui che nasce il problema più grosso.
Con la nuova versione della service tax chi è in affitto deve pagare il conto intero. Naturalmente questo colpirebbe il mercato degli affitti, già in evidente crisi nel nostro Paese.
Riuscire a mettere d’accordo gli animi significa ripartire i costi nelle porzioni di competenza, ma questa non è una cosa semplice. Come si fa a stabilire il confine di quanto dovuto dal proprietario dell’immobile e di quanto dovuto dall’inquilino?
Inoltre far pagare una tassa all’inquilino richiede anche un adeguamento del canone di locazione, che dovrebbe per forza maggiore scendere.
Insomma, la proposta non sembra molto fattibile al momento e di certo non è di facile soluzione. Il premier Letta ha già visto opposizioni al suo progetto.
Il nodo sulla Service Tax sarà comunque sciolto entro il 15 agosto, come promesso dal Governo. Staremo a vedere cosa succederà.

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